ultimo aggiornamento
30 ottobre 2003
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Riflessioni indotte
di
Biste
George Bush, nella sua prima conferenza stampa da presidente guerrafondaio, descrivendo la rappresaglia americana aveva torto su tutto, ma una cosa l’aveva azzeccata: “…questa guerra non sarà come le altre guerre…”
Aveva ragione. Ha ragione. Anche oggi. La guerra in Afghanistan è quasi terminata, ma, continua ad avere le stesse caratteristiche di quando è cominciata. La prima divergenza con il passato non è sul numero delle vittime (che peraltro è copioso soltanto dalla parte degli “infedeli”), ma sulla tipologia delle vittime: sono stati uccisi migliaia di civili. I così detti “missili intelligenti” non si sono rivelati spesso tali, andando a far saltare in aria, oltre alle postazioni talebane, anche case di gente qualunque, persone, forse, che non erano neanche d’accordo con il regime, ma diventate, comunque, carne da macello, o più semplicemente, “danni collaterali”.
Inoltre questo conflitto ha fatto affiorare una atroce verità: l’arretratezza dell’ umanità, o meglio, il divario tra l’avanguardia tecnologica raggiunta e l’arretratezza morale e intellettuale di molti (governanti in primis…).
Sembra strano che ancora oggi, ormai nel nuovo millennio, qualcuno parli ancora di “crociate”. Sembra strano che ancora oggi ci sia qualcuno che sacrificala propria vita per la religione. Sembra strano che ancora oggi qualcuno gioisca nel vedere migliaia di morti. E soprattutto è deprimente e terrificante vedere che le motivazioni, da parte degli schieramenti opposti, sono ancora le stesse di mille anni fa, quando, durante le crociate, ogni città che veniva conquistata, dai cristiani o dai mussulmani non importa, era distrutta, e gli abitanti passati a fil di spada. Sappiamo benissimo che la violenza porta ad altra violenza, e sappiamo altrettanto bene che le disgrazie non vengono mai sole…
Dopo l’inaudita efferatezza dell’attacco alle torri è scoppiata la “guerra al terrorismo”, un obbiettivo così nobile, che i “poliziotti del mondo” non si sono lasciati scappare. Così, oltre a fare un po’ di pulizia planetaria, togliendo di mezzo i personaggi più scomodi, sono riusciti a far funzionare, finalmente, l’industria bellica (visto che ce n’è tanto bisogno…) e a giustificare la realizzazione dell’inutile e inaudito “scudo spaziale”.
In definitiva le guerre sono sempre uguali. Sono fatte soltanto per fini economici, in nome di chissà quale fede religiosa o di chissà quale giustizia. E, come sempre, persone innocenti perdono la vita sia durante che dopo ogni conflitto.Forse Bush aveva sbagliato. Aveva sbagliato anche l’unica frase che sembrava giusta.
Questa guerra, come tutte le guerre, è ingiusta. E’ questa, una guerra dal sapore antico: il sapore del sangue.
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