ultimo aggiornamento
30 ottobre 2003
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Berlusconi ha fatto briscola
di
Kekke
Come la tradizione politica italiana ci insegna, anche questa volta si è realizzato il detto: "governo nuovo,RAI nuova".
Berlusconi non ha fatto altro che dare una "ripulita" ai vertici di Viale Mazzini, ponendo ai vertici dell'azienda pubblica persone fidate e allineate al modello berlusconiano che sta prendendo il sopravvento in Italia. Una RAI "riformata" come vuole Berlusconi, che di "riforme" se ne intende e tanto per completare il quadro, non ha rinunciato nel suo viaggio in visita in Bulgaria, ad attaccare violentemente i suoi nemici mediatici, quali Luttazzi, Santoro e Biagi,persone che (a detta del premier/operaio) "hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga" Ebbene si, ha chiesto formalmente via video che i tre "mascalzoni" venissero allontanati dall'azienda pubblica, un buon modo per mettere alla "gogna" due giornalisti e un comico a mio personale giudizio di altissimo livello. Santoro ha risposto dicendo che "Berlusconi è un vigliacco" mentre Luttazzi rimane più pacato, denunciando comunque la mancanza di democrazia. Ha vinto il modello invocato dalla Lega e da Forza Italia, che vorrebbero un'Italia autoritaria governata da un Primo Ministro autoritario ed omnipresente. Ha perso la linea di A.N. e del C.C.D.- C.D.U. che vorrebbero una linea più morbida seguendo gli insegnamenti del centro-destra europeo.
E' inutile stare a strapparsi i capelli o dare di matto, dobbiamo capire che questo è il regime che ci aspetta per i prossimi anni, la democrazia in questo caso ha fallito e non si è resa conto che grazie alle falle che ha all'interno,ha dato vita e potere ad un mostro che sta avanzando sempre più velocemente e sempre di più in modo pesante, inglobando tutto quello che può per ridistribuirlo ai suoi più cari seguaci.
Nella sua immensa bontà, ha voluto tutelare anche gli odiati comunisti, regalandogli una rete che verrà gestita da moderati di centro-sinistra: è Rai TRE, ma come dice Biagi: "Occupare un punto nel deserto non significa essere padroni del deserto".
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