ultimo aggiornamento
30 ottobre 2003
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Come ti imbavaglio il teleschermo
di
Kaimano
Che bella invenzione la televisione: sempre qualcosa da guardare, tante informazioni, possibilità di sentire pareri diversi… Già, a meno che non sia monopolizzata da un unico individuo o gruppo. Cosa succede infatti se questo potentissimo strumento di comunicazione di massa viene a trovarsi tutto sotto le mani di un’unica persona?? Forse io e voi iniziamo a dare una risposta a tutto ciò, e almeno a me questa risposta non piace per niente…
Già perché io penso che il monopolio non abbia mai fatto bene a niente, ed in ogni caso è il primo passo verso la perdita della liberta. Vi potreste chiedere di quale libertà si parli nel caso della TV, ma la risposta è semplice: la libertà di conoscere e di pensare. Magari non è bello da dire ma la verità è che la TV ha un fortissimo potere di diffondere informazioni e di mostrare linee di pensiero,e per contro non si può mai essere sicuri che le cose mostrate siano vere al 100%. Se dunque si controlla la televisione non è difficile indirizzare la mentalità delle persone verso ciò che più ci torna comodo anche usando trucchi e falsità. Visto che questo ormai è assodato, resta il dubbio di dire se la nostra TV sia o meno imparziale: beh, dopo quello che è successo in questi giorni anche questa domanda sembra alquanto banale. La situazione nel nostro paese non so chi la possa invidiare; una persona controlla tre televisioni private, e fin qui niente di male: è un business come un altro. Se però si considera che quella stessa persona è a capo dello stato e virtualmente controlla anche tre televisioni pubbliche la situazione si fa un pochino più complessa. Non dimentichiamo poi altre cose strane che sono successe: il tanto famigerato terzo polo televisivo sembrava diventato una realtà (in effetti i primi tempi la programmazione di TMC/LA7 era di tutto rispetto) senonchè dopo poche settimane è stata acquistata da Tronchetti-Provera e praticamente smantellata. Dunque allo stato attuale abbiamo: un polo smantellato, un polo sotto controllo diretto e poi c’è il polo pubblico. Infatti a prescindere da riflessioni personali il vero problema di oggi è la televisione pubblica: è sempre successo che la RAI subisse l’influsso del governo e questo è innegabile, però la situazione di adesso e diverso. Il governo nella persona del cavalier Berlusconi controlla anche altre tre reti e se 3+3=6 tutte le TV sono sotto il governo. Inoltre mi sembra che negli ultimi giorni si sia veramente passato il segno: non penso che nessun latro uomo politico abbia mai detto al consiglio di amministrazione RAI, che lui ha nominato, di licenziare in tronco alcune persone (forse le parole non erano queste ma il concetto sì).Continueranno a dire che il cavaliere non controlla minimamente alla RAI? Che questa è ancora sotto il controllo dei “rossi”?
E alcuni potranno dire che la sinistra aveva monopolizzato la RAI con i suoi opinionisti di parte… E’ vero che la maggior parte degli opinisti, dei giornalisti RAI tendeva a sinistra, ma accadeva perché il governo non dava spazio a quelli della parte opposta ? o forse perché in realtà quelli di parte opposta sono molti di meno e quindi si tratta solo di un’assegnazione in percentuale?? E’ impossibile negare che i pensatori siano e siano sempre stati schierati a sinistra, del resto non e vero che gli industriali sono sempre schierati a destra? E’ un dato di fatto legato linee di pensiero dei movimenti e non cambierà mai. Mi chiedo se veramente la RAI licenzierà Santoro e Biagi chi condurrà i programmi di opinione? Emilio fede? Maurizio Costanzo?? Ma ci prendiamo in giro? Questi sono comici, conduttori di varietà, non certo giornalisti, opinionisti. E’ così dopo un imprenditore che fa il capo dello stato, dopo imputati di mafia che fanno i parlamentari, avremo anche comici che conducono dibattiti di opinione: sembra proprio che il nostro andazzo sia quello di fare tutto al contrario.
Non so bene come andrà a finire ma d’ora in poi state bene attenti a ciò che vedete in e se continua così sarà bene riscoprire i segnali di fumo sperando che i venti, almeno quelli, restino liberi.
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