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"La sedia dei papaveri" - di Claudio Bellini
Ester
ha solo
i papaveri come amici
e li pensa anche di notte,
quelle notti che sono più buie
ed anche le stelle
hanno timore di ferirsi.
Ester conta le attese
che come ragni
graffiano la gola
di domande crudeli
ed i secondi diventano chiodi,
dove la ruggine immane comanda.
Ester e le sue gambe
a rotelle,
crisalide rinchiusa
nella morsa della diversità.
Scivola sui vetri
una lacrima fredda come neve,
gelida carezza d' anima sfregiata,
oltre la finestra
Ester sogna ancora,
una sedia colma di papaveri
e la corsa di un' ora.
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