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"Un altro natale" - di Francesco Paloschi
lo
sono Babbo Natale. Anche questo dicembre salto dentro
il vestitone rosso e la barba finta e ti recito la pagliacciata.
Percorro il centro gremito trascinando il carretto coi
doni, le canzoncine e tutto. Guardate bambini, venite
che passa Babbo Natale!
Merda.
Odio il pelame di qualsiasi tipo, ci sono allergico. Sono
glabro, dentro di me, liscio come una boccia. Mi raserei
anche il petto, potessi. Chi ha inventato Babbo Natale
con la barba? Schifo, ci si ghiacciano sopra il fiato
e i moccoli.
Sudo. Mi liquefaccio. Cammino lento, mi muovo al rallenty
e sudo lo stesso. Mi accade sempre, così conciato.
Sudavo meno in fonderia. Ventiquattro anni d'inferno siderurgico,
a quarantotto gradi mi si è seccata l'anima ma
avevo uno stipendio fisso. All'anno numero venticinque
- anche il Natale cade il venticinque, che tutte le disgrazie
cadano il venticinque? - all' anno venticinque mi fanno
Chiudiamo, sei per strada.
Sono per strada. M'invento brandelli di mestieri. Sotto
Natale c'è questo della mascherata. Non parlo,
sia chiaro. Non una parola. Quelli del Comune ti danno
il vestito, le puttanate per i bambini , il rottame a
tre ruote che mi tiro dietro come un mulo (e le renne?
Secondo me non esistono nemmeno). Ma vorrebbero che parlassi
con la gente, che sorridessi, che dicessi Buon Natale
bambini, Buon Natale signora, Tanti auguri qua, Tanti
auguri là. Un cazzo. Non dico niente di niente.
Zitto. Passo muto, me ne frego, io. Non ce la faccio.
Tiro la baracca, allungo il regalo ma non chiedetemi di
più.
lo non esisto. Bambini: Babbo Natale non esiste! Ecco.
Non può esistere uno straccione malconcio che elargisce
doni ai mocciosi ricchi. E quel sorriso idiota delle mamme
impellicciate! Da ucciderle tutte. Ecco qua, un pacchettino
anche a te. Mi ringrazi? Sappi che sono un metalmeccanico
disoccupato, chiaro bambino bello? Ho la faccia da Babbo
Natale, io? Guardami bene! Pensa te che da ragazzo sognavo
di fare il giornalista, ho studiato e ci ho provato. Poi
non ricordo nemmeno come mi hanno deviato verso la fabbrica.
Da là dentro provengo, altro che freddo nordico:
fonderia! Colate di metallo, magma incandescente, magnifica
merda di renna fumante!
Natale. ..Guarda li. Dio a dicembre non nasce: crepa,
dentro i negozi del centro. O se non muore scappa via
da qua, per le bestemmie di Babbo Natale.
Mi capita d'immaginare. Mi vedo col costumone rosso fuoco
e tutto quanto prendere dal carretto un piccolo dono del
Comune e farlo ingoiare a qualcuno. Uno a caso, lo fermo
sul marciapiede e glielo spingo in bocca intero. Un anticipo
del cenone. Con un bel pugno sulla testa glielo faccio
andar giù, stile Bud Spencer. Così conciato,
colla gommapiuma dentro la cintura, gli somiglio anche.
C'è pure la musichetta. Sarebbe fantastico, cazzo.
E', fantastico. Sì perché adesso lo faccio
per davvero. Dimostro a tutti cosa sa fare, Babbo Natale.
Lottiamo. Ci rotoliamo sul marciapiede, una colluttazione
non prevista. M' ero figurato che a Babbo Natale non si
reagisse. La gente è tutta intorno tra lo spaesato
e il divertito. Credono sia una messinscena programmata
dal Comune. Divento io stesso un regalo di Natale, Babbo
Natale pestato è uno spettacolo mai visto.
La cosa s'è fatta seria e sono intervenuti i vigili.
Non lo so se l'anno prossimo il Comune mi passa ancora
il vestito.
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