Perý

Riepilogo:

Periodo: agosto/settembre 2009
Durata: 15 giorni
Mezzo: aereo, autobus, taxi, treno
Spesa tot: 2.200 Euro
Valuta: Nuevo Sol (1 Euro = 4 Soles)

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Diario di viaggio

sabato 22 agosto, 1° giorno
Volo Venezia-Madrid-Lima-Arequipa: senza contare gli scali, quasi 16 ore di volo! Arriviamo ad Arequipa (2.350 m slm) alle 21 ora locale (-7 ore rispetto all'Italia). Ci attende un autista che ci porta al ns. albergo (La Casa di Tin Tin); lungo il tragitto ci illustra brevemente la storia della città e snocciola tutto ciò che produce; abbiamo qualche dubbio sulla sua affidabilità quando sostiene che Arequipa ha il mare con il secondo porto del paese... ma l'oceano non è a più di 100 Km da qui?

domenica 23 agosto, 2° giorno
Iniziamo la visita della città con la piazza principale (Plaza de Armas - le piazze principali si chiamano così in ogni città, paese e villaggio del Perù), molto animata sia perché è domenica, sia perché vi si sta svolgendo una parata militare, coi vari corpi dell'esercito che sfilano. Visita all'iglesia de la Compañia ed alla cattedrale: in quest'ultima niente di particolare, se non le dimensioni imponenti. Visita al museo che Santury che custodisce la mummia di Juanita, una bambina inca sacrificata alla divinità e trovata anni fa nel vicino ghiacciaio del monte Ampato. Visita alla Iglesia de San Francisco, poi al Monasterio de Santa Catalina, e questo sì è fantastico: una vera e propria cittadella all'interno della città, chiusa da mura e dagli infiniti vicoli, con zone dominate dai colori rosso, blu e bianco, intensi sotto il cielo limpidissimo di queste zone. Pranziamo in un locale un po' defilato, frequentato solo dai locali, dove spendiamo poco più di 1 Euro a testa! Ci spingiamo poi fino al Monasterio de la Recoleta, che tuttavia oggi è chiuso. Dato che, tra viaggio, jet-lag e forse altitudine abbiam dormito gran poco nelle ultime 48 ore, ci concediamo un paio d'ore di relax in albergo, poi usciamo a cena al ristorante tipico Ary Quepay, dove proviamo alcune specialità locali come il rocoto relleno (peperone piccante ripieno di carne), cuy fritto (porcellino d'india) e filetto d'alpaca. La temperatura è piuttosto rigida: durante il giorno il sole picchia, si arriva sui 25°C, ma appena si fa sera il freddo si fa subito sentire, arrivando sui 10°C o meno.

lunedì 24 agosto, 3° giorno
Oggi partiamo per un tour di 2 giorni al Canyon del Colca: viaggiamo su un piccolo autobus con una guida che ci accompagnerà per tutto l'itinerario. Lungo la strada facciamo qualche sosta: una a 4.000 m, una sul passo più alto, a 4.900 m! Viste mozzafiato sui vulcani che circondano Arequipa e sulle Ande. Attraversiamo la riserva nazionale di Salinas y Aguada Blanca: vediamo vigogne (selvatiche), lama ed alpaca (allevati), uccelli acquatici ed una vizcacha (una specie di cincillà). Scendiamo di 1.200 metri fino alla valle del Colca. Pranzo a Chivay (3.630 m) ed arrivo a Yanque, dove alloggiamo nel magnifico Colca Lodge, sulla riva del fiume. Nelle vicinanze raggiungiamo un suggestivo ponte sospeso ed un ponte in pietra di epoca coloniale. Il lodge possiede una piccola SPA ma, soprattutto, alcune vasche termali all'aperto, sulla riva del fiume, con acqua di diverse temperature. Ci concediamo qui un paio di lunghi bagni; il secondo, di notte sotto una volta stellata incredibile, è stato memorabile.

martedì 25 agosto, 4° giorno
Sveglia di buon mattino per andare a vedere i condor: siamo fortunati, ce ne sono 5 o 6 che volteggiano molto vicini al posto di osservazione. Sono animali impressionanti, pesano fino a 45Kg, con un'apertura alare fino a 3,5 m; vivono fino a 45/50 anni e le femmine depongono 1 uovo ogni 2 anni. Si nutrono esclusivamente di animali morti. I piccoli ed i giovani sono completamente neri mentre gli adulti hanno il caratteristico collare bianco. Al ritorno, sosta al villaggio di Macha, con una chiesa bianca. Pranzo a Chivay e ritorno ad Arequipa verso le 16. La sera ceniamo in centro, in un ristorante "argentino", senza particolari meriti.

mercoledì 26 agosto, 5° giorno
Dopo qualche indecisione abbiamo deciso di dedicare la giornata all'oceano! Facciamo un tour con autista/guida ed un piccolo van privato, per cui abbiamo piena libertà nel fermarsi dove più ci ispira. Dopo una strada attraverso paesaggi affascinanti e quasi sempre desertici, arriviamo finalmente sulla costa, nei pressi di alcune piccole isole - poco più che scogli in verità - popolati da una quantità di uccelli e leoni marini; non a caso sono chiamate Islas Guaneras per il fatto che sono coperte dal guano prodotto da generazioni di uccelli; riconosciamo il gabbiano (gaviota), il pellicano e la sula peruviana (piquero). L'autista ci spiega che in questa zona raccolgono anche l'aracanto, un'alga oceanica usata per scopi alimentari. A Matarani visitiamo l'operoso porto dove ci si dedica alla lavorazione di enormi calamari. In acqua, tra le barche, una coppia di grossi leoni marini si rimpinza degli scarti della lavorazione. Arrivati a Mollendo il nostro accompagnatore ci fa assaggiare un pane dolce tipico, il pane lulo. Passeggiata lungo la bella spiaggia del paese, che in estate è un affollato centro balneare ma in questa stagione è quasi deserto. Per pranzo il nostro accompagnatore ci porta alla cebicheria Alejo. Cos'è una cebicheria? Un posto dove si serve il cebiche, ovvio. Si tratta di un piatto diffuso in tutto il Perù, e consiste di pesce crudo marinato con cipolla fresca, con alcune varianti. Come aperitivo proviamo un'altra istituzione nella ristorazione peruviana: il Pisco sour, preparato con Pisco (un distillato di vino), uovo e cannella. Nel pomeriggio ci muoviamo verso sud, alla riserva naturale di Mejia, una ambiente lagunare dove si trovano moltisime specie di uccelli stanziali e migratori. Prima di rientrare la nostra guida, piacevolmente attenta come abbiamo visto anche agli aspetti gastronomici del viaggio, guadagna ulteriori punti portandoci in una fabbrica artigianale di alfajor, squisiti dolci tipici costituiti da sfoglie di pasta croccante alternate da miele o manjar, una pasta densa fatta con latte e zucchero. Prima di ritornare ad Arequipa inoltrandoci nel deserto dell'entroterra, attraversiamo una zona verdissima coltivata a carciofi, patate e canna da zucchero. Tornati in città, cena al ristorante Zig-Zag, davanti alla chiesa di San Francisco.

giovedì 27 agosto, 6° giorno
Prendiamo un autobus super-lusso (poltrone tipo aereo-business-class, cinema, hostess che serve il pranzo) che in 6 ore ci porta a Puno, sul lago Titicaca. Il paesaggio che attraversiamo è in gran parte desertico, a tratti spettacolare: laghi di un blu intenso, incassati tra colline rosse, popolati di fenicotteri rosa. A Puno alloggiamo all'hotel Totorani, piccolo ma estremamente accogliente. Giro per il paese, breve visita al minuscolo ma curioso museo della coca. La sera ceniamo al ristorante International che, a dispetto del nome, è frequentato solo da locali ed ha un'ottimo rapporto qualità/prezzo.

venerdì 28 agosto, 7° giorno
Facciamo un tour di 2 giorni sul lago Titicaca. Per prima, visita alle isole galleggianti degli Uros, popolazione che da secoli vive su queste isole artificiali, sfruttando il canneto (totorani) che cresce rigoglioso sulle rive del lago per costruire le isole, le abitazioni, le barche; la parte vicina alla radice, tenera, viene usata anche come alimento. Mi ha dato un po' fastidio che alcune cose sono fatte ad arte per i turisti ma, almeno, tutto sommato, il turismo porta in queste zone qualche soldo (la maggior parte se li intascano però gli organizzatori, che vivono a Puno); in ogni caso, l'ambiente è così particolare che affascina ugualmente. Si va poi all'isola Amantani, dove sul molo ci attendono alcune signore in abiti tradizionali; ognuna di queste, fatte le debite presentazioni, ci ospita a coppie nella propria famiglia, offrendoci un letto per la notte ed i diversi pasti. In quest'isola, dove si parla la lingua Quechua, non esiste un paese vero e proprio: vivono un migliaio di abitanti divisi in una decina di comuità. La famiglia che ci ospita appartiene alla comunità Quelquacoche ed è costituita da una nonna, una madre ed una bambina di 6 anni; uomini non se ne vedono. In attesa del pranzo giochiamo a palla con la bambina. Il pasto è costituito da una zuppa di patate e quinoa (un cereale tipico del Perù) e da un piatto con papa (patate), oca (una tubero dolce) e pomodori; per finire un infuso di muŮa, una pianta aromatica locale che ricorda un po' la menta. A metà pomeriggio ascesa su una delle due sommità dell'isola, dove un recinto in pietra che si raggiunge per un sentiero caratterizzato da una serie di archi indica una delle due zone sacre ancora usate dai locali per funzioni religiose dedicate al culto della terra: una dedicata alla madre terra (Pachamama) ed una al "padre terra" (Pachatata); l'impresa èun po' faticosa (dopotutto saliamo da 3.800 m a 4.100 m...), ma la vista dell'isola dall'alto ed il tramonto ripagano lo sforzo. Dopo una cena con zuppa vegetale ed un piatto di riso e patate, ci si ritrova col gruppo e con tutta la comunità per una festa nella sala comune, con musica tradizionale dal vivo e balli; siamo costretti ad indossare gli abiti tradizionali (un poncho ed il tipico berretto di lana per gli uomini, un abito con gonna e corsetto per le donne) e a partecipare alle danze, ma dopo qualche minuto di vergogna ci si diverte anche.

sabato 29 agosto, 8° giorno
Colazione in famiglia con frittelle fatte al momento e marmellata. Alle 8 lasciamo i nostri ospiti e raggiungiamo l'isola di Taquile. Si fa un giro per l'unico villaggio dell'isola. Pranzo in un ristorante sulla sommità dell'isola, con zuppa di quinoa, un ottimo pesce alla griglia ed un infuso misto con coca e muña. Lungo un bel sentiero di ripidi scalini scendiamo rapidamente al piccolo molo da dove lasciamo l'isola ed in 3 ore torniamo a Puno. Da qui andiamo a piedi fino al terminal degli autobus locali: ne prendiamo uno diretto a Juliaca, ad un bivio scendiamo per prendere un taxi collettivo, che ci carica nel bagagliaio (!) e ci porta al sito archeologico di Sillustani. Si tratta di un'area di colline costellate da torri in pietra più o meno grandi, che domina un bellissimo lago. Al tramonto, quando le grigie pietre delle torri diventa ocra, la suggestione è totale. A dispetto di quanto recita la Lonely, a quest'ora la zona è praticamente deserta: giusto un cane che ci segue finchè non ottiene una pagnotta. Il tassista, come promesso, ci ha aspettato e ci carica assieme ad altri locali per tornare al bivio dell'andata; da qui un minibus per Puno, stipato di signore cariche di bambini e borse della spesa: probabilmente sono state a Juliaca, che ospita ogni giorno un vivacissimo mercato. A Puno ceniamo nel ristorante della sera prima, che ci era tanto piaciuto.

domenica 30 agosto, 9° giorno
Giornata dedicata al trasferimento da Puno a Cuzco. Abbiamo prenotato (tramite l'albergo) un autobus che percorre la cosiddetta routa Quechua ed in 9 ore porta all'antica capitale Inca (Cuzco appunto) facendo alcune fermate di interesse turistico. Attraversiamo Juliaca, col suo mercato colorato dove purtroppo non è dato fermarsi. Sosta a Pucara, caratterizzata da una chiesa dall'interno opprimente (come si saranno sentiti gli indigeni, abituati al sole degli altipiani, dentro questi ambienti austeri e bui?) e da un piccolo museo litico dedicato ai Colla, popolo pre-incaico della zona. Attraversiamo un'ampia valle ricoperta da una vegetazione bassa e riarsa (sembra un paesaggio da film western): siamo nella stagione secca, le pioggie inizieranno il mese prossimo. Si incontrano rari paesi, qualche fattoria isolata che si dedica all'allevamento di mucche e pecore. Breve sosta sul passo a 4.335 m, che divide la provincia di Puno da quella di Cuzco; bellissimo il ghiacciaio Chiboya (5.400 m) che dà origine al rio Urubamba; compaiono lama ed alpaca al pascolo. Scendendo, vediamo molti contadini intenti a dissodare il terreno: ci si prepara per la semina delle patate. Percorriamo la valle del rio Vilcanote, che più avanti prende il nome di Urubamba. Pranzo a Sicuani. Fermata al paesino di San Pedro per visita al tempio Raqchi, dedicato al dio Wiracocha. Altra sosta ad Andahuaylillas per visitarne la chiesa, considerata "la Cappella Sistina delle Americhe", contenente un numero impressionante di affreschi, tele ed altari lignei dorati dalle molte influenze stilistiche, specialmente europee ed arabe. Peccato per lo stato degli affreschi, che un progetto a lungo termine prevede di restaurare. Alle 17 arriviamo a Cuzco, dove alloggiamo alla Piccola Locanda, un posto molto carino il cui unico problema è di tipo logistico: si trova sì a poca distanza dalla piaza centrale, ma in fondo ad una ripidissima strada in salita. Giro serale per la città: la Plaza de Armas è splendida, anche se delude un po' il fatto che si viene presi d'assalto da proposte di souvenire, massaggi, giri guidati, ecc. Cercando zone più popolari ed autentiche ci spingiamo a sud-ovest, alle chiese di San Francisco e di San Pedro. In quest'ultima assistiamo ad una messa che si conclude con una cerimonia bizzarra, originata probabilmente da una mescolanza tra cattolicesimo e religioni locali, dove ragazze vestite come majorettes e ragazzi con indosso pelli di animali danzano al suono ipnotico di tamburi e flauti di pan.

lunedì 30 agosto, 10° giorno
A piedi fino al sito di Saqsaywaman, con i resti della fortezza costruita con le enormi pietre poligolnali incastrate magistralmente una sull'altra. In taxi fno a Puka Pukara, una piccola fortezza i pietra che domina una collina, poi a piedi fino a Tombomachay, una specie di centro benessere Inca con fonti sacre; questi ultimi due siti non presentano particolari attrattive, e a chi dispone di poco tempo consiglierei di saltarli. Prendiamo un autobus fino a Pisaq e da qui prendiamo un taxi che ci porta su all'omonimo complesso archologico, questo sì davvero spettacolare, con terrazze ad anfiteatro ed numerosi insediamenti abbarbicati in ordina sparso sui ripidi pendii e collegati da un suggestivo sentiero. Magnifica vista sulla valle del rio Vilcanote. Il giro a piedi richiede 2 ore, ma si potrebbe passare tranquillamente una giornata a vagare per i numerosi sentieri che s'intrecciano con quello principale. Pranzo giù al paese ed incetta di souvenir al ricco mercato. Per la prima volta ci sorprende la pioggia, che durerà fino a sera, anche a Cuzco. Ritornati in città visitiamo l'imponente cattedrale. Cena alla ns. locanda perchè troppo stanchi per fare altra strada, dove ci concediamo un piatto di lasagne.

martedì 1° settembre , 11° giorno
Oggi giro per Cuzco: lungo un paio di vie dove si vedono bene i resti delle costruzioni incaiche, dalle caratteristiche pietre perfettamente squadrate e al di sopra dei quali sono stati edificati i palazzi spagnoli. Poi al Qorikancha, i resti del più ricco tempio dell'impero Inca sul quale sono stati edificati la chiesa ed il convento di Santo Domingo. L'annesso museo è una vera delusione. Giro al Mercado Central, grande mercato coperto coloratissimo e vario.Infine a San Blas, con la chiesa omonima, quartiere bohemien con tanto di artisti scapigliati e un ristorante francese (!). Pranzo nelle vicinanze. Nel pomeriggio mi riposo dal momento che sono cotto.

mercoledì 2 settembre , 12 ° giorno
Oggi ci siamo presi un taxi e facciamo un giro per la Valle Sacra. Per prima cosa si va a Chinchay, con vaste terrazze in fase di restauro e fondamenta di un tempio Inca sulle quali poggia una vecchia chiesa, in preoccupante stato di degrado ma affrescata magnificamente (specialmente il soffitto). Alle saline di Maras, davvero incredibili. A Moray vediamo i famosi terrazzamenti circolari, costruiti in due avvallamenti del terreno dagli Inca, che vi coltivavano piante diverse (sembra che ogni livllo abbia un microclima differente). Pranzo a Urubamba con minestra di grano macinato e stufato di manzo (Rey). Visita ad Ollantaytambo con le sue rovine abbarbicate su un picco scosceso. Giornata stancante. Cena in un ristorante ebraico (!) poco lontano dalla nostra locanda.

giovedì 3 settembre , 13 ° giorno
Per oggi abbiamo acquistato tramite la ns. locanda un tour di un giorno al mitico Macchu Picchu. Tutto sommato vedremo che è una scelta consigliabile solo se si hanno i giorni contati (come noi), perchè il viaggio di andata/ritorno in treno è piuttosto stancante e l'ideale sarebbe il tour di 2 giorni (partenza nel pomeriggio, pernottamento ad Aguas Calientes e visita al sito l'indomani mattina). Comunque: partenza all'alba, in autobus fino a Poroy, treno (3h30') fino ad Aguas Calientes e autobus (30 min.) fin su a Macchu Picchu. Il treno è parecchio traballante, però attraversa magnifici paesaggi; per lunghi tratti si corre sulla riva di un torrente, e verso la meta la vegetazione si fa tropicale. Una volta arrivati, una guida ci accompagna per un giro di un paio d'ore, poi siamo liberi di scorrazzare tra le rovine. E' vero che ci sono tantissimi turisti, ma il sito è molto grande per cui non c'è mai ressa. Unico fastidio: moscerini malefici che trovano anche la minima area di pelle esporta e pungono; non te ne accorgi subito, poi ti ritrovi dei puntini rossi che, magari dopo ore, iniziano a pruderti dannatamente. Dall'inizio del viaggio non avevamo trovato nemmeno una mosca, ma qui era il caso di portarsi un repellente! Pranzo ad Aguas Calientes, posto infame cresciuto selvaggiamente con palazzoni di cemento solo per ospitare i turisti e miriadi di bancarelle di souvenir.

venerdì 4 settembre, 14 ° giorno
Volo CUzco-Lima che ci porta nella capitale in poco più di un'ora. Alloggiamo alla Casa Yolanda, nel quartiere di San Luis. Dopo tanti giorni passati tra storia, natura e folklore, l'impatto con la metropoli immensa e caotica, avvlta da una foschia grigia quasi perenne in questa stagione, non è molto piacevole e ringraziamo il fatto di averle dedicato così poco tempo. Pranzo in un ristorante poco lontano. Giro in centro fino al monastero di San Fransisco, con le sue sinistre catacombe; Plaza de Armas, e Plaza San Martin. Cena in un ristorante vicino alla casa dove alloggiamo.

sabato 4 settembre, 14 ° giorno
Giro mattutino a Miraflores, il quartiere di Lima più moderno: arriviamo in taxi fino al Parque Salazar, che finisce a picco sull'oceano, poi vaghiamo per le strade affollate di negozi e locali alla moda. Ultimo pasto peruviano in un ristorante che propone comida Criolla: sopa de mote (zuppa con grano, carne e spezie) e papa rellena (patata ripiena di carne). Verso le 15 partiamo per l'aereoporto.

domenica 5 settembre, 15 ° giorno
Arrivo a Venezia nel tardo pomeriggio.