rupia dello Sri LankaSri Lanka

Riepilogo:

Periodo: agosto 2017
Durata: 16 giorni
Mezzo: aereo, auto, tuk-tuk, treno
Distanza percorsa (via terra): 1.400 Km circa
Spesa tot: 2.700 Euro
Valuta: Rupia dello Sri Lanka (1 Euro = 175 LKR)

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Premessa

A questo viaggio avevamo pensato già mesi fa ma, per vari motivi, non è stato un fai-da-te ma abbiamo alla fine optato per l'acquisto di un pacchetto di agenzia comprendente gli alberghi ed un autista/guida. In realtà il corrispondente locale ci ha assegnato un autista ed una guida. Quest'ultima alla fine si è purtroppo rivelata più un intralcio che un aiuto poichè conosceva solo le principali attrazioni senza dare il giusto valore aggiunto che ci saremmo aspettati da un indigeno, oltre che ad avere una propria idea - poco coincidente con la nostra - su quello che cerca un turista. In suo favore bisogna dire tuttavia che si è prodigata più volte in nostro favore: ad esempio quando abbiamo preso il trenino per Ella senza di lei non saremmo mai riusciti ad avere dei posti da sedere.

Diario di viaggio

lunedì 7 agosto, 1° giorno
Partenza da Venezia con volo Etihad delle 12 (durata 6 ore); scalo ad Abu Dhabi alle 20 locali; partenza 21:30 ed arrivo a Colombo alle 03:30 locali di martedì (+3h30 rispetto all'Italia - durata del volo 4h30).

martedì 8 agosto, 2° giorno
All'aeroporto ci attende la guida (Nilani) con autista ed un van a 9 posti (in 4 stiamo comodi!). Per strada in parte dormiamo ed in parte abbiamo modo di assaggiare l'ambiente tropicale ed il traffico "impegnativo" dello Sri Lanka; verso le 07:30 siamo a Kandy, antica capitale, dove alloggiamo allo Swiss Residence. Un paio d'ore per colazione ed un breve sonno, poi scendiamo in centro per assistere alla sfilata finale dell'Esala Perahera: si tratta di una festa della durata di 10 giorni incentrata nella celebrazione del dente del Buddha, preziosa reliquia custodita da secoli dai sovrani del paese, che viene fatta sfilare sul dorso di un elefante assieme a decine di altri, tutti bardati a festa ed accompagnati da centinaia di danzatori, suonatori e comparse varie, tra ali di folla assiepata lungo le strade fin dall'alba per assicurarsi i posti migliori. Noi abbiamo prenotato per tempo (a caro prezzo) ed assistiamo dalla loggia del primo piano del Queen's Hotel, fascinoso albergo di epoca coloniale situato in posizione strategica; prendiamo posto a mezzogiorno, la sfilata vera e propria inizia verso le 15 e va avanti per un paio d'ore: siamo stanchissimi ma ne vale la pena. Lasciamo defluire un po' di gente, poi andiamo a cena al ristorante indiano Sri Ram, poco lontano (600 LKR a testa). Alle 19 usciamo che è ormai buio - la notte tropicale scende intorno alle 18 - torniamo in albergo e praticamente sveniamo per la stanchezza.

mercoledì 9 agosto, 3° giorno
Dopo colazione partiamo verso nord. Breve sosta a Matale per vedere - da fuori - il grande tempio induista Sri Muthumariamman. Visita ad un giardino botanico dedicato soprattutto alle spezie, poi al Gedige di Nalanda, suggestivo complesso religioso immerso nella foresta, situato su una piccola penisola che si protende su un lago. Proseguiamo con la visita ai templi rupestri di Dambulla: si tratta di una serie di "grotte" ricavate alla base di una grande parete rocciosa ed ospitanti innumerevoli rapresentazioni del Buddha, sia in forma di statua che di affreschi. Il sito si trova sulla sommità di una formazione rocciosa alla quale si accede attraverso una scalinata; da qui si gode di un ampio panorama sulla piana boscosa circostante e, visibilità permettendo, s'intravvede la singolare rupe di Sigiryia. Pranzo a buffet nel ristorante di un hotel turistico, poi raggiungiamo il nostro albergo, il Camelia Resort a Kibissa, non lontano da Sigiriya: la struttura è molto bella, con piscina, ristorante e camere in cottage immersi nel verde. Cena in albergo.

giovedì 10 agosto, 4° giorno
Dopo colazione visitiamo Mihintale, dove saliamo al grande stupa (o dagoba, come sono qui chiamati) Maha Seya ed alla roccia detta Aradhana Gala, dove secondo la leggenda Mahinda, il monaco che portò il Buddhismo nello Sri Lanka, arrivò qui in volo; da entrambi i luoghi la vista sulla sterminata pianura sottostante è magnifica. Il caldo afoso rende faticosa la visita, fortunatamente qualche nuvola provvidenziale mitiga la situazione. Sosta per pranzo all'Hudhara Hotel, trattoria casalinga lungo la strada dove gustiamo, tra l'altro, dell'ottimo pesce di lago fritto (in Sri Lanka gli hotel non sono alberghi ma posti dove si mangia). Proseguiamo per Anurandhapura, dove cerchiamo di rendere la visita il più breve possibile dato che il sole del primo pomeriggio è micidiale; per di più le pietre del selciato sono roventi, in tutta la zona sacra (molto vasta) si deve andare scalzi ed anche coi calzini quasi ci si scotta. Verso le 15 prendiamo la via del ritorno sotto un cielo che minaccia pioggia e che ben presto ci regala un'acquazzone torrenziale; dopo un po' smette, ci fermiamo ad un chiosco di frutta a bordo strada per gustare anguria e latte di cocco. Relax in albergo, terrore a cena: usciamo in auto a qualche chilometro fermandoci a mangiare ad un chiosco piuttosto... rustico, tra insetti e luci fioche, poi torniamo per la strada buia, con mezzi che corrono all'impazzata ed il nostro autista molto poco lucido. Noi lo abbiamo creduto ubriaco o in preda ad altre sostanze, lui il giorno seguente ci dirà che aveva preso dei farmaci perché stava male: chissà, in ogni caso la sua condotta in seguito è stata irreprensibile.

venerdì 11 agosto, 5° giorno
Partiamo alle 06:30 per essere a Sigiriya alle 7 ed evitare così il caldo e la ressa dei visitatori. Saliamo alla rocca, molto suggestiva, da cui si gode un panorama vastissimo sulla pianura coperta di foresta. Tornati in albergo si fa colazione e ripartiamo per Polonnaruwa, altro sito storico che conserva le suggestive vestigia della capitale del XII° secolo. Pranzo in un ristorante popolare di cui è meglio tralasciare le condizioni igieniche ed arrivo a Passikudah, sulla costa orientale, al resort Marina Beach, piuttosto anonimo ma pulito. Il caldo-umido molto intenso che ci ha perseguitato per tutto il giorno è stato faticosissimo. Qualche ora di relax in spiaggia con bagno nell'acqua dalla temperatura (giustamente) tropicale, poi cena all'hotel dell'albergo che offre cibi dai gusti decisamente edulcorati.

sabato 12 agosto, 6° giorno
Colazione e relax in spiaggia; esploriamo il lato ovest della spiaggia che, dopo una lunga serie di resort più o meno nuovi, che lasciano poi posto ad un'area "libera" con barche di pescatori; segue un bel palmizio di cocchi ed una serie di rocce sul mare molto scenografiche. Sul lato est la spiaggia diventa popolare, frequentata dalla gente del posto. Intorno alle 13 circa pranziamo ad un chiosco in spiaggia con fish& chips; indi ci ritiriamo nel fresco delle camere fino alle 17 perché fuori il caldo è opprimente. Verso il tramonto - ossia intorno alle 18 - arriva un bel temporale che rinfresca un po' l'aria. Prendiamo un tuk-tuk - così chiamano qui i motocarri a tre ruote tipo Ape Piaggio, adattati a sorta di moderni risciò per il trasporto di passeggeri - per andare a cenare al ristorante Nandawanan, dove gustiamo spada ai ferri, purè di patate ed un ottimo wattalapam, sorta di crem-caramel fatto con farina di cocco ed anacardi.

domenica 13 agosto, 7° giorno
Dopo colazione ci facciamo portare in tuk-tuk ad un mercato popolare dopo Kalkudah: curioso agglomerato di case e baracche lungo la strada, da un lato i musulmani, dall'altro gli induisti (di etnia Tamil). Tornati in albergo facciamo un giro seguendo la spiaggia ad ovest: bel bagno! Pranzo nello stesso ristorante di ieri sera, poi siesta e bagno (caldissimo) al tramonto. Cena all'Hotel Vasuki con pesce alla griglia, gamberi e granchio, riso, dahl (un condimento a base di lenticchie) e roti (piccola focaccia con farina di cocco). Spesa: 5.300 rupie in 4.

lunedì 14 agosto, 8° giorno
La mattina prendiamo a noleggio un mini-van (con autista) ed andiamo a Batticaloa, antico insediamento coloniale: visitiamo la zona del faro (dei primi del '900) ed il forte portoghese - piuttosto "decadente" - che ora ospita una serie di uffici governativi. Pranzo in una Eating House con riso buriani, pollo arrosto e pesce fritto. Facciamo un giro nelle due coloratissime ed animatissime vie commerciali ed una puntata alla chiesa di S. Antonio, con iconografie religiose piuttosto pittoresche. A metà pomeriggio torniamo in albergo e rimaniamo in spiaggia fino al tramonto. Per cena di nuovo al Mandawanan dove gustiamo un ottimo pesce alla griglia, prenotato stamane (spesa: 7.000 rupie in 4).

martedì 15 agosto, 9° giorno
Partiamo alle 7 verso ovest, per colazione ci danno un cestino da viaggio. Percorriamo la vasta pianura interna con campi di riso che lasciano poi posto ad una vegetazione lussureggiante. A circa metà strada affrontiamo una salita con 18 tornanti che ci portano a 1.000 metri, poi si continua fino a Kandy, dove arriviamo verso mezzogiorno ed alloggiamo allo stesso Swiss Residence di qualche giorno fa. Alle 14 visitiamo i bellissimi giardini botanici di Peradeniya, un po' fuori città; tornati in centro andiamo al piccolo cimitero britannico, quidi al Tempio del Dente dove assistiamo all'affollatissima cerimonia serale (puja) durante la quale si può intravvedere l'interno del sancta sanctorum dove si dice sia conservato un dente del Buddha. Stanchi morti, ceniamo all' Empire Cafe e tornamo in albergo in tuk-tuk.

mercoledì 16 agosto, 10° giorno
Dopo colazione visitiamo un grosso commerciante di pietre preziose ed un negozio di seta: interessante il primo, decisamente deludente il secondo, che offre prodotti di scarsa qualità, con i pezzi migliori a costi paragonabili se non maggiori di quelli che si possono trovare in Occidente. Lasciamo quindi Kandy, diretti verso sud: attraversiamo una regione dalla vegetazione lussureggiante, che lascia posto ben presto a piantagioni di tè sempre più vaste. Vediamo la grande cascata di Ramboda da molto lontano e ci fermiamo a pranzo lungo la strada, ad un padiglione gestito dal governo che propone una serie di piatti legati alla tradizione. Sosta alla fabbrica del tè Bluefield Tea Garden, dove visitiamo lo stabilimento di produzione. Siamo proprio nel cuore della regione delle piantagioni di tè, il paesaggio è bellissimo, tutto a terrazze coltivate. A metà pomeriggio arriviamo a Nuwara Eliya, con paesaggi che ricordano il nostro altopiano di Asiago... Alloggiamo all'Heaven Seven Hotel, un albergo sul fianco di una collina appena fuori dal centro. Al locale mercato acquistiamo un po' di frutta esotica: banane rosse, papaia, mangostano ed anona; passeggiata per la zona commerciale del paese, piuttosto animata, e cena nel fascinoso Old Course Restaurant, all'interno del St. Andrew's, probabilmente il miglior albergo di Nuwara Eliya.

giovedì 17 agosto, 11° giorno
Dopo colazione raggiungiamo in auto Nona Oya e da qui prendiamo il treno per Ella, con biglietto di terza classe. I biglietti di prima classe andavano prenotati per tempo ma tutto sommato, essendo riusciti con qualche stratagemma a guadagnare dei posti da sedere, l'esperienza è stata anche più piacevole perché le carrozze di terza sono molto frequentate - meglio assiepate - dai locali che, nonostante la grossa pubblicità turistica, usano ancora questo mezzo per spostarsi tra i paesini dell'interno. Il treno s'inerpica lentamente fino a quota 1.900 metri attraverso montagne ricoperte di foresta tropicale e piantagioni di tè. Arriviamo ad Ella verso le 14, con circa un'ora di ritardo; pranziamo in paese in uno dei tanti locali che stanno spuntando come funghi data l'alta affluenza turistica. Ci trasferiamo poi 10 Km fuori paese: lungo una strada di montagna che serpeggia in mezzo al nulla sorge il nostro alloggio, il Mount Heaven Hotel, albergo con velleità di residenza lussosa ma che nella realtà dei fatti si dimostra piuttosto... decadente; il contesto naturalistico, con vista incantevole sulle circostanti montagne ricoperte di foresta lussureggiante, è vanificato dal senso di trasandatezza dato dalla scarsa manutenzione dell'infrastruttura; ad esempio la suite più lussuosa, dotata addirittura di una piscina interna alla camera, sarebbe anche divertente con il suo arredamento sfarzosamente kitsch, ma la muffa e la scarsa pulizia annullano l'effetto. Piuttosto scoraggiati, ceniamo in albergo ed andiamo a letto presto.

venerdì 18 agosto, 12° giorno
Allo scoramento di ieri sera si aggiunge una notte passata insonne a causa di problemi gastro-intestinali causati probabilmente dalla frutta esotica provata nei giorni scorsi. Verso le 12 arriviamo all' Elephant Reach, un resort stavolta molto bello, a poca distanza dal parco nazionale di Yala. Provati dai disturbi suddetti dormiamo in pratica tutto il giorno mentre i nostri compagni di viaggio fanno un'escursione a Kataragama. Cena con un pugno di riso bianco.

sabato 19 agosto, 13° giorno
Sveglia all'alba per essere alle 6 davanti ai cancelli del parco nazionale di Yala per il safari. Le jeep che girano sono decisamente troppe, nella prima mezz'ora sembra di essere nel centro di un paese con i veicoli in coda che si superano di continuo; i sentieri sono molti e dopo un po' per fortuna il traffico si dirada, comunque non è facile ottenere il silenzio necessario all'incontro con la fauna selvatica. Nonostante tutto in 3 ore riusciamo a vedere bufali, daini, cinghiali, manguste, pavoni, ibis dalla testa nera, marabù, tantali variopinti, pellicani, martin pescatore e una varietà di uccelletti colorati, coccodrilli ed un elefante che pascola beato entro uno stagno ricoperto di fiori rosa. Qualche delusione per il mancato avvistamento del tanto sognato leopardo. L'itinerario prevede una breve sosta lungo l'oceano, agitato e bellissimo; tra le palme rimangono le fondamenta di un edificio spazzato via dal terribile tsunami del 2004. Torniamo in albergo per prendere i bagagli e partiamo verso ovest. Ci fermiamo a vedere lo sfiatatoio di Hoo-Maniya, una fessura rocciosa dove il mare s'incunea rombando e formando spruzzi molto alti, quasi un geyser. Altra sosta di un'ora a Galle, fascinosa città coloniale sorta intorno ad una fortezza portoghese, passata nei secoli prima agli olandesi e poi agli inglesi; dagli spalti delle mura assistiamo ad un bel tramonto. Arriviamo a Beruwala verso le 20 ed alloggiamo all' Earl Reef, proprio in riva al mare. Siamo piuttosto stanchi e ceniamo al ristorante dell'albergo anche se non è un granchè.

domenica 20 agosto, 14° giorno
Giornata dedicata al relax in spiaggia. La mattina provo lo snorkeling ma la visibilità è nulla e desisto. Purtroppo, al contrario della costa est, qui ad ovest siamo in bassa stagione e, nonostante la barriera corallina a pochi metri dalla riva, il mare è impraticabile. In compenso non lontano dal nostro hotel troviamo l'Hilda's Cofee Bar, minuscolo locale in riva all'oceano che offre - se lo si prenota per tempo - dell'ottimo pesce; per pranzo ad esempio proviamo uno squisito pesce corallo alla griglia. Hilda è un'amabile signora che gestisce con mano ferma questo localino sulla spiaggia assieme al marito, figlia e nipoti. Dopo un bel tramonto sul mare torniamo da Hilda per una sontuosa cena a base di aragoste e gamberoni alla griglia: 17 Euro a testa, il pasto in assoluto più costoso sostenuto in questo viaggio.

lunedì 21 agosto, 15° giorno
La mattina facciamo un safari in barca, concordato con un tizio incontrato in spiaggia: in tuk-tuk andiamo dall'albergo ad una minuscola darsena; con una piccola barca a motore risaliamo un affluente del Bentota-Ganga, poi risaliamo il fiume principale fino ad una laguna costellata da isolotti boscosi. Tra una incredibile vegetazione di mangrovie ed altri alberi tropicali avvistiamo varani, lucertole, rane, scimmie, pipistrelli, martin pescatori, un'aquila e piccoli coccodrilli: bellissimo. Pranzo ancora da Hilda, dove ormai siamo di casa, con calamari e pesce corallo al forno (6.600 rupie in quattro). Relax in spiaggia e cena ancora da Hilda, con tonno e calamari (8.400 rupie in quattro).

martedì 22 agosto, 16° giorno
La mattina passeggiata fino alla spiaggia di Moragalla, a sud rispetto alla nostra, molto ampia e dall'aspetto surreale con tutti i chiosci chiusi: l'alta stagione inizia qui ad ottobre per finire poi verso aprile. Ultimo pranzo da Hilda con butterfish (una specie di pesce chiamato anche Escolar), patatine fritte e roti al cocco (6.500 rupie in quattro). Lasciamo l'hotel alle 13:30; brevissima sosta per una foto al suggestivo tempio buddista di Kande Viharaya. Verso le 16 siamo in aeroporto, prendiamo il volo Sri Lanka Airlines delle 18:50 che in 4 ore e mezza ci porta ad Abu Dhabi; sosta di 4 ore poi volo Etihad delle 2:15 locali che in 6 ore arriva a Venezia verso le 6:30 di mercoledì.

Note

Cibo
Il maggior problema del cibo in Sri Lanka, come in altri paesi asiatici come l'India o la Thailandia, è rappresentato dall'onnipresenza di spezie e peperoncino piccante. Le spezie come la curcuma, il cumino o il coriandolo si trovano quasi ovunque; il concetto poi di "piccante" è un po' diverso dal nostro, a meno che non siate calabresi: una pietanza definita da un cingalese "un po' piccante" risulta essere per un occidentale medio piuttosto... saporita.
I piatti più diffusi sono il curry di carne o di pesce, servito con riso o roti, oltre ad una grande varietà di verdure, cotte e crude. La frutta nei mercati è disponibile in gran quantità: banane di diverse specie, mango, papaja, guaiava (detto anche passion fruit), ananas, anguria, dragon fruit, durian, mangostano, anona, ecc. Attenzione a questi ultimi due, soprattutto se consumati assieme hanno spiacevoli effetti lassativi...
La tradizione vuole si mangi con le mani, appallottolando il riso col resto della pietanza, ma sono sempre disponibili anche le posate.
Oltre all'acqua le bevande più diffuse sono senz'altro la birra e, spesso, degli ottimi succhi di frutta, specialmente d'anguria.

Clima
Questo è stato l'aspetto più faticoso del viaggio. A parte la breve pausa di 2 giorni passata tra le montagne, la temperatura è scesa raramente sotto i 30 gradi, con livelli altissimi di umudità. 2 settimane quasi ininterrotte con questo clima sono state decisamente stancanti.

Flora e fauna
Essendo un paese tropicale, lo Sri Lanka offre molte occasioni a chi è interessato alla flora e fauna selvatica.
La vegetazione è lussureggiante, dove non vi sono coltivazioni - soprattutto di té e riso - si incontra la savana e la foresta, con ficus, eucalipti, felci, ecc.; lungo le coste palme di varia natura e, lungo i fiumi, le mangrovie. A parte i parchi nazionali, capita spesso di incontrare animali selvatici: scoiattoli, lucertole di varia taglia, fino ai varani; una grande varietà di uccelli tra i quali merli indiani, martin pescatore, aironi, pipistrelli della frutta e un'aquila di mare; nelle vicinanze dei templi capita sovente di incontrare le scimmie, specie il macaco dal berretto o l'Entello (grigio con la faccia nera).

Per gli appassionati ecco un piccolo catalogo dettagliato delle specie avvistate:

UCCELLI MAMMIFERI RETTILI