Francia: Aquitania

Riepilogo:

Periodo: agosto 2016
Durata: 16 giorni
Mezzo: auto
Distanza percorsa: 3.900 Km
Spesa tot: 1.300 Euro

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Premessa

A parte i recenti soggiorni a Parigi, era da lungo tempo che desideravo tornare in Francia. Prendendo spunto da una vecchia rivista scovata in casa ho puntato così all'Aquitania, vecchia regione Francese del sud-ovest comprendente ora diversi dipartimenti, tra cui la Dordogna, la Garonna ed i Pirenei Atlantici.
Viaggio auto-gestito prenotando in anticipo gli alloggi e strutturato in 3 momenti principali: il Périgord, la regione di Bordeaux e la costa atlantica / Pirenei francesi.

Diario di viaggio

lunedì 8 agosto, 1° giorno
Partiti alle 8 da casa, ci fermiamo per pranzo al ristorante Il peso di Cigliano, piccolo centro del vercellese poco prima di Torino, dove proviamo un'ottima battuta di vitello coi porcini freschi. Verso le 15 siamo al Frejus e seguiamo l'autostrada per Lione - Clermont-Ferrand; usciamo dopo Givors ed arriviamo a destinazione verso le 18:30. Siamo a Farnay, in una casetta di legno tutta per noi. Per cena scendiamo in paese: al un bar ristorante fronte chiesa Le Temps d'une Pause gustiamo costata di manzo e filetto di nasello in salsa lionese.

martedì 9 agosto, 2° giorno
Riprendiamo l'autostrada in direzione Clermont-Ferrand ed usciamo ad Égletons, dove sostiamo per il pranzo al simpatico Un coin de campagne e facciamo una breve visita al centro storico. Lungo la strada facciamo un paio di brevi soste a Rosiers-d'Égletons (chiesa romanica) e Sainte-Fortunade (castello) per arrivare infine a Collonges-la-rouge, assiepata di turisti ma comunque magnifica con le sue costruzioni in pietra rossa. Proseguendo ci perdiamo, passando tra l'altro vicino al pittoresco borgo di Turenne, ma alla fine arriviamo a Milhac nel bellissimo B&B Beaulieu, ospiti di una squisita coppia di coniugi inglesi. Per cena si va al ristorante Le Rouffillac , presso un ponte sulla Dordogna: paté di fegato d'oca, petto d'oca coi funghi, torta alle noci (la zona è piena di piantagioni di noci).

mercoledì 10 agosto, 3° giorno
Dopo una colazione favolosa nella veranda del B&B andiamo prima al piccolo borgo di Milhac, poi a Domme, borgo fortificato dalle cui terrazze si ha forse la più bella vista della Dordogna che serpeggia nella vasta pianura. Scappiamo dalla ressa di La Roque-Cageac e ci fermiamo a pranzare con pane, pesche e melone sul prato della chiesetta campestre di Vézac. Anche a Beynac la ressa è tale da farci cambiare destinazione: visitiamo Sarlat-la-Canéda, tenendoci per quanto possibile sui vicoli meno affollati. Sulla via del ritorno breve sosta alla bellissima chiesa medievale di Carsac-Aillac. Per cena torniamo a Sarlat, all'ottima Maison du Péliac: foie-gras e fichi, pesce sciabola con zafferano, costina d'agnello, dolce di noci accompagnato da nocino e gelato di noci.

giovedì 11 agosto, 4° giorno
La tranquillità che si respira nelle campagne del Périgord ci conquista sempre più e ci fa evitare come la peste i luoghi affollati: ci dedichiamo perciò alla scoperta di siti meno noti del territorio. Prima alla chiesetta romanica di Fajoles, poi alle grotte di Cougnac dalle bellissime formazioni calcaree ma soprattutto dagli emozionanti disegni preistorici: stambecchi, cervi giganti, mammut. Al piccolo borgo di Veyrignac, dove purtroppo il bel castello non è visitabile. A Montfort pranziamo di fronte al castello, a Le snack de Montfort, con formaggio di capra ed insalata, quindi visitiamo il borgo (l'imponente castello è privato e non visitabile). Torniamo alla base in tempo per un po' di relax in piscina, poi per cena andiamo a piedi, nella luce dorata del tramonto, a Milhac, dove il ristorante Delicatessens ci regala piatti deliziosi. Ritorno alla luce delle torce elettriche, sotto una stellata bellissima.

venerdì 12 agosto, 5° giorno
Salutati a malincuore i nostri ospiti partiamo verso ovest, lungo la Dordogna. Prima di lasciare il Périgord pranziamo con pane, pere e melone a Cadouin e ne visitiamo il bellissimo chiostro gotico che apparteneva ad un'importante abbazia sulla via per Compostela. Entrati nel dipartimento della Gironda, in mezzo ad un mare di viti appare Saint- Èmilion, bellissimo borgo medievale nel cuore di una delle AOC (le zone vinicole a denominazione d'origine controllata, analoghe alle nostre DOC) più blasonate di Francia. Mi faccio forza per non entrare in una delle innumerevoli enoteche del paese e visitiamo il complesso ipogeo comprendente l'eremo di Saint-Èmilion, la cappella della Trinità, le catacombe e la chiesa monolitica, impressionante cavità sotterranea interamente scavata nel tufo. Verso le 20 siamo a Quinsac, ospiti di Villa Josephine, una vecchia casa piena di fascino tra i vigneti, sulla riva della Garonna. Cena al vicino ristorante L'entre deux verres con filetto di manzo ed agnello, quindi breve giro a Bordeaux per vedere la Piazza Borsa con lo specchio d'acqua, ma siamo stanchi e torniamo presto.

sabato 13 agosto, 6° giorno
Invece di andare nell'affollata Bordeaux ci dedichiamo a mete minori e più tranquille, andando a sud lungo la riva destra della Garonna. Prima di tutto facciamo una puntatina ad una cantina dei paraggi, Château Brethous, che si dedica alla coltura biodinamica, dove acquisto un po' di bottiglie. Ad Haut-Langoiran visitiamo il castello e, saliti poi alla chiesa medioevale, mangiamo pane e formaggio all'ombra di olmi frondosi, godendo del bel panorama sui vigneti degradanti sulla valle. Visite brevi (il sole è cocente) ai borghi di Rions e Cadillac. Attraversiamo la Garonna all'altezza di Langon per addentrarci nel Sauternes, terra di uno dei vini più raffinati al mondo. Ci fermiamo con una certa emozione al mitico Château d'Yquem ma è stranamente deserto, così facciamo tappa al vicino Château Guiraud dove mi accodo ad una comitiva di turisti americani per una visita guidata con degustazione. La sera ceniamo a Latresne, all'ottimo L'eveil des sens: gazpacho di mais e pesce, quinoa con agrumi e gamberoni alla griglia, coniglio con tortino di sedano rapa, risotto con le cozze.

domenica 14 agosto, 7° giorno
Partiamo verso le 10, destinazione Arcachon per vedere la famosa duna di sabbia che finisce nell'Oceano: superato Bordeaux tuttavia l'autostrada è intasata e minaccia di esserlo fino alla costa, così cambiamo i nostri piani dirigendoci direttamente verso sud seguendo la statale che tuttavia perdiamo più volte; ci attardiamo così nella sterminata foresta delle Landes, fermandoci prima nella remota chiesetta romanica di Lugos, sull'antica via per Compostela, poi breve deviazione per il piccolo paese di Levignaq, dalle tipiche case a graticcio, dove pranziamo con melone, pesche e pane. Stanchi di strade e stradine prendiamo appena possibile l'autostrada, usciamo a Bayonne per arrivare verso le 16 a Saint-Jean-de-Luz, dove alloggiamo al B&B Goxoan. Oppressi dal caldo intenso della giornata (37°C) approfittiamo volentieri della piscina. Per cena scendiamo alla spiaggia di Erromardie e mangiamo a La Guinguette, locale animatissimo proprio in riva all'oceano dove assistiamo alla meraviglia del tramonto mangiando Chipirons (calamari), Txistorra (salsiccette) e Jamón Serrano (tipico prosciutto spagnolo).

lunedì 15 agosto, 8° giorno
Mattina giro per il centro storico di Saint-Jean-de-Luz, che si raggiunge con 15 min. a piedi dal nostro alloggio. Pranziamo in casa con pane, prosciutto e formaggio. Dopo un po' di siesta andiamo alla spiaggia principale di St.Jean, affollatissima: numerosi bagni nell'oceano. Per cena puntiamo al locale di ieri che tuttavia sembra abbia la cucina chiusa, o forse sta chiudendo per l'incombente temporale, non si capisce. In effetti si avvicinano nere nubi cariche di pioggia, sono piuttosto minacciose ma ci regalano un tramonto infuocato, come forse mai ne avevo veduti. Sotto un cielo sempre più nero - iniziano anche lampi, tuoni ed un vento forte - cerchiamo invano un altro locale; non ci resta che tornare a casa per una cena frugale, dando fondo alle scorte d'emergenza.

martedì 16 agosto, 9° giorno
Stamane ci dirigiamo a sud: prima al centro di Ciboure, proprio di fronte a St.Jean; poi a Urrugne, nell'entroterra, che sembra un paesino di montagna dall'aria molto rilassante; infine ad Hendaye dalla cui baia si vede Hondarribia, in Spagna. Tornati a casa mangiamo pane, banane e due piccoli gateaux basque, deliziosi. A metà pomeriggio ci dirigiamo lungo la costa a nord: evitiamo Bidart per il traffico assurdo ed i parcheggi completi e raggiungiamo una piccola spiaggia a Guéthary. Restiamo un po' qui finchè il tempo si rannuvola. Per cena torniamo ad Urrugne all'Auberge Chez Maïté: prosciutto serrano, pollo con peperoni e riso, gateaux basque con crema o marmellata di ciliegie.

mercoledì 17 agosto, 10° giorno
La giornata si preannuncia nuvolosa, senza speranze di schiarita, così niente mare e ci inoltriamo nei Pirenei: andiamo ad Espelette, famosa per i peperoni rossi; ad Itxassou facciamo una deviazione per il Pas de Roland, bella strada lungo la Nive che si percorre a piedi e che in circa un chilometro porta ad un pertugio nella roccia che una leggenda vuole fatta dal prode Rolando con la magica spada Durlindana. A Sait-Martin d'Arrossa ci fermiamo all'ottimo hotel- ristorante Chez Katina, dove gustiamo zuppa di verdure, axoa di vitello (spezzatino con patate fritte e peperonata) e gateaux basque. A Saint-Étienne-de-Baïgorry faccio scorta di vini locali, appartenenti alla AOC Irouléguy. Arriviamo infine a Saint-Jean-Pied-de-Port, bel borgo sul Nive considerato il punto di partenza del Camino Francés del Cammino di Santiago di Compostela. Tornati a St.Jean, la sera usciamo a cena alla Ferme Lizarraga di Urrugne: carpaccio di petto d'anatra con nocciole tostate, carpaccio di pomodori con formaggio fresco di capra, chipirons, merluzzo con salsa speziata.

giovedì 18 agosto, 11° giorno
Stamane non solo è nuvoloso ma piove pure! Andiamo a Biarritz approfittando del minor traffico dovuto al maltempo; parcheggiamo prima del centro e seguiamo a piedi la costa fino al Rocher de la Vierge, scoglio unito alla terraferma con una passerella in ferro che si vuole progettata da Eiffel. Nonostante il tempo avverso la zona è splendida, il panorama sull'oceano e la costa è vastissimo, la spiaggia pullula di surfisti. Tornando verso casa acquistiamo lungo la strada due panini enormi con prosciutto, porchetta ed insalata. Dopo la siesta si va in centro a St.Jean: ci sono i saldi, tutti i negozi espongono in strada la merce scontata e la ressa è insopportabile. Riusciamo a visitare la chiesa con l'imponente altare dorato e scendiamo un po' in spiaggia: il tempo è coperto e le onde divertono grandi e piccini. Per cena ci mangiamo uno dei due panini avanzati a pranzo ammirando il tramonto sulla spiaggia di Erromardie; integriamo con formaggio e chipirons a La Guinguette.

venerdì 19 agosto, 12° giorno
La mattina si fa shopping ad Urrugne. Torniamo per la Corniche, la strada costiera che collega Urrugne a Ciboure; ci fermiamo per una breve camminata lungo il sentiero che corre lungo la scogliera. Per pranzo ci fermiamo presso Urrugne, lungo la strada principale, in un minuscolo locale che fa cucina portoghese da asporto ma che ha anche un tavolaccio all'esterno; unici avventori, divoriamo un indimenticabile pollo alla brace con patate al forno. Dopo un caffè nella piazzetta di Urrugne facciamo sosta alla vicina Cappella del Soccorso da dove lo sguardo spazia dall'oceano ai Pirenei. Pomeriggio in spiaggia a St.Jean ma anche oggi il sole si fa vedere con molta parsimonia. Cena a casa con pane, sardine e melone, poi alla bella chiesa di Ciboure per un concerto di musica barocca con organo e 2 trombe.

sabato 20 agosto, 13° giorno
Oggi, tanto per cambiare, pioviggina. Facciamo una puntatina in Spagna per visitare San Sebastian. Smette di piovere ma il cielo rimane plumbeo; tuttavia la baia e la città vecchia conservano intatto il loro fascino. Pranziamo in un locale popolare (Bar Restaurante Zaguan) con zuppa di pesce, merluzzo al pomodoro e filetto di vitello. Torniamo a casa per metà pomeriggio e facciamo siesta fino all'ora di cena, per la quale andiamo ad Ascain, paesino dell'interno: al ristorante Larralde, caratterizzato da un cameriere burbero e gentile ad un tempo, degno di una commedia di Tati, gustiamo zuppa di pesce, insalata con formaggio di capra, piperade (peperonata) e merluzzo alla spagnola. Breve giro digestivo a St.Jean, stranamente deserta dopo la ressa degli ultimi giorni.

domenica 21 agosto, 14° giorno
Partiamo verso ovest seguendo l'autostrada; per pranzo usciamo 30 Km prima di Tolosa e ci fermiamo a Mauzac, al ristorante La Grainerie, sulla riva della Garonna (300 Km più a monte di dove l'avevamo vista l'ultima volta...): tonno alla griglia, spiedini di gamberi e assiette di formaggi. Verso le 16 siamo ad Albi: alloggiamo a Les Berges de la Cathédrale, un appartamentino spartano ma a due passi dal centro storico e con una bella vista sulla cattedrale. Giro per il centro storico dai vicoli con case a graticcio dall'aspetto fiabesco; sosta alla chiesa di Saint-Salvi col bel chiostro romanico (e romantico); poi alla monumentale cattedrale di Saint-Cécile, con il sorprendente interno decorato totalmente da affreschi del '500 e, ai fianchi dell'abside, un apocalittico giudizio universale del '400. Bellissimo anche il ponte vecchio sul Tarn, dell'anno 1.000, il più antico di Francia ancora in uso (ci passano anche le auto). La sera si cena a La Planque de l'Évêque, raffinato ristorante con vista sulla cattedrale infuocata dalla luce del tramonto: assaggiamo un saccottino di pasta sfoglia ripieno di formaggio, merluzzo su purè di ceci, stinco di agnello, foie-gras con confettura di mango, moelleux al cioccolato, vino Gaillac.

lunedì 22 agosto, 15° giorno
Albi alla luce radente dell'alba è altrettanto affascinante che al tramonto; facciamo un altro breve giro per il centro storico e via! Il percorso è piuttosto vario, un mix di autostrada, statali e stradine minori: rispetto all'autostrada è più corto in termini chilometrici ma più lungo in termini temporali e più impegnativo, ma senz'altro più interessante e divertente! Facciamo un paio di soste, una a Le Malzieu-Ville e l'altra a Saugues per pranzo, con pane alle noci, melone ed albicocche. La zona è teatro della leggenda della Bestia del Gévaudan, misteriosa vicenda accaduta nel '700 quando decine di persone furono uccise da un animale misterioso di cui non fu mai chiarita la natura. Verso le 19 arriviamo a Mercury, piccolo paesino della Savoia nella valle dell'Isère, presso Albertville, nota quest'ultima per avere ospitato i giochi olimpici invernali del 1992. Alloggiamo a La Ferme de Noémie, bello chalet che offre accoglienti camere in legno. Ceniamo ad Albertville a Le bistrot du Dahut: disavventura gastronomica per aver ordinato un camembert arrosto dal gusto piuttosto intenso ma soprattutto l'andouilette, orribile insaccato fatto con strisce di stomaco ed intestino di maiale bolliti a lungo nelle spezie. In soccorso alle nostre povere papille intervengono per fortuna le patate fritte ed un bicchiere di Apremont (bianco). Prima di dormire ci godiamo una stellata magnifica.

martedì 23 agosto, 16° giorno
Dopo una colazione squisita, tutta con prodotti fatti in casa, ed una passeggiata nei dintorni della fattoria (la giornata è magnifica, si vede la cima del Monte Bianco), a malincuore prendiamo la strada del ritorno. Invece di fare l'autostrada e ripercorrere la via dell'andata, decidiamo di avventurarci per il Colle del Piccolo San Bernardo, strada più lunga ed impegnativa che ci regala però panorami mozzafiato con viste suggestive del Monte Bianco. Scendendo sul versante italiano facciamo sosta per pranzo a La Thuile all'ottimo ristorante Lo Tatà, dove gustiamo zuppa di cipolle, vellutata di sedano rapa e due dolci strepitosi. Presa l'autostrada seguiamo per Aosta-Milano e siamo a casa verso le 19:30. A cena alla pizzeria da Gimo, subiamo uno shock culturale per le differenze rispetto alla tranquillità del mattino.

Note

Cibo
Anche stavolta abbiamo potuto constatare la varietà e in alcuni casi la raffinatezza della cucina francese, spaziando dalla carne al pesce, talvolta con accostamenti originali ed interessanti. Interessante anche l'aspetto enologico, con scoperte di vitigni poco noti come quelli dei Pirenei francesi.

Clima
Nel Périgord il clima è stato piuttosto caldo anche se secco e non opprimente; verso Bordeaux l'umidità si è fatta sentire di più, con giornate torride, arrivando intorno ai 40 gradi; sulla costa il clima è stato piuttosto variabile, con giornate per lo più velate o nuvolose.