Isole Azzorre

Riepilogo

Periodo: 6-20 agosto 2015
Durata: 15 giorni
Mezzo: Aereo, nave, auto, taxi
Spesa tot: Euro 2.300

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Diario

giovedì 6 agosto, 1° giorno
Sveglia all'alba per prendere l'aereo da Venezia delle 6: volo TAP per Lisbona, dove arriviamo dopo circa 3 ore di volo, alle 08:15 (siamo un'ora indietro rispetto all'Italia. In metro raggiungiamo il centro: per un disguido fortuito al posto dell'hotel Mundial ci assegnano una camera enorme e lussuosa all'adiacente Hotel Portugal. Andiamo fino a Belém, ma siamo stanchi per il viaggio e vediamo solo il monumento alle scoperte ed il Monastero dos Jerónimos da fuori perché fa un gran caldo e la coda per entrare è scoraggiante. Ci consoliamo tuttavia con una sosta ristoratrice e golosa alla Antiga Confeitaria de Belém, pasticceria storica che produce i migliori pasteis di Lisbona, deliziosi tortini di pasta sfoglia alla crema, ma anche paste di vario tipo e numerose leccornie salate come le polpette di baccalà.
Relax in albergo fino al tardo pomeriggio, poi giriamo per i vicoli ai piedi del castello fino all'Alfama: bellissima atmosfera ed ampia vista sulla città e sul Tago. Scendiamo alla Praça do Comércio, poi per cena torniamo verso la cattedrale, al Velho Macedo, dove ci rimpinziamo di baccalà lesso ed al forno.

venerdì 7 agosto, 2° giorno
Alle 10 prendiamo un volo RyanAir che in circa 3 ore ci porta a Punta Delgada, nell'Isola di São Miguel. Il soggiorno alle Azzorre non inizia sotto i migliori auspici: all'aeroporto ci rendiamo conto che non c'è una sola auto disponibile in tutta l'isola; aspettiamo l'autobus sotto una pioggia leggera ma fastidiosa, in quasi tre ore raggiungiamo Povoação, paesino all'altro capo dell'isola dove si trova il nostro hotel (Hotel do Mar), un 4 stelle che sembra una casa di cura degli anni 70 ristrutturata. Bighelloniamo per il piccolo centro; prendiamo un po' di frutta ad un supermercato e la mangiamo sui gradini del vecchio mulino (da stamane non abbiamo assaggiato altro che qualche biscotto attingendo dalla scorta di emergenza); entriamo nella chiesa di Nossa Senhora Mãe de Deus, dove assistiamo alla messa con festeggiamento del trentesimo compleanno di padre João. Ceniamo al ristorante Jardim, con tonno e merluzzo alla piastra, per dolci tortino alla crema e queijada (tortino di ricotta).

sabato 8 agosto, 3° giorno
Dopo colazione prendiamo l'autobus che si porta a Furnas, rinomato centro termale celebre per le numerose sorgenti termali - alcune di acqua sulfurea e puzzolente, altre di incredibile acqua fresca e gasata naturale! - e caldeiras, pozze di acqua ribollente. Acquistiamo un po' di frutta locale: arance, banane, maracuja. Ci rechiamo al bellissimo centro termale di Poça da Dona Beija, che con 3 Euro permette di passare una giornata a mollo in vasche di acqua calda tra vegetazione lussureggiante. Vagabondiamo ancora un po' per il paese, per caso in una via secondaria scoviamo un piccolissimo negozio dove vendono i bolos levados, squisite focaccine dolci tipiche di Furnas. A metà pomeriggio ripendiamo l'autobus per Povoação; scendiamo in spiaggia e facciamo il primo bagno oceanico! Finiamo in bellezza questa giornata acquatica restando a mollo nella jacuzzi dell'hotel, che tutto sommato non e poi così male. Per cena di nuovo al Jardim.

domenica 9 agosto, 4° giorno
Ieri sera il nostro hotel ci ha trovato un taxista disposto a farci da guida in giro per l'isola. Partiamo alle 10, passiamo per Furnas e saliamo fino al belvedere dal quale si gode un ampio panorama della Lagoa das Furnas. Sosta alla fabbrica di té Gorreana, una delle due ancora in attività su tutta l'isola, che tra l'altro ospita le uniche piantagioni di tè in tutta Europa. Seguendo la costa nord andiamo ad ammirare la Lagoa do Fogo, imponente caldera vulcanica al centro dell'isola con un bel lago nel fondo:a 800 metri il clima è decisamente di montagna. Passata Ponta Delgada, ci fermiamo in periferia per pranzo al restaurante Farol, frequentato solo da famiglie del posto: assaggiamo un ottimo boca negra alla griglia (una specie di scorfano). Proseguiamo verso ovest fino alla Vista do rei, belvedere dove si abbracciano i due laghi sul fondo dell'enorme caldera di Sete Cidades, caratteristici per il fatto che l'acqua di uno è azzurra, l'altra verde. Torniamo verso casa seguendo la cosa sud: belle spiagge dalle grandi onde, frequentate da surfisti; breve deviazione per vedere la bellissima Ermida da Senhora da Paz, santuario mariano fronteggiato da un'imponente scalinata circondata da distese di ortensie. Nel tardo pomeriggio siamo all'hotel; relax e cena al solito Jardim con stufato di manzo.

lunedì 10 agosto, 5° giorno
Col taxi di ieri raggiungiamo di buon mattino il porto di Punta Delgada; prima di prendere il battello delle 9 facciamo un breve giro per il centro storico. In 3 ore e mezza siamo sull'Isola di Terceira, a Praia da Vitória. Il porto è in una zona periferica della città, in mezzo al nulla; fatichiamo non poco per procurarci un taxi che ci porti ad Angra do Heroísmo, dove alloggiamo all'Hotel Beira Mar, giusto di fronte alla piccola spiaggia sabbiosa del paese. Affamati, pranziamo alle 16 con dei gustosi panini. La città è molto bella, ricca di eleganti e variopinti edifici in stile coloniale, tanto da essere stata eletta a patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. A fine pomeriggio inizia una pioggerella fitta e scende un po' di nebbia; più tardi il tempo migliora un poco, per cena cena andiamo alla vicina "Casa de pasto O Venãncio", una trattoria familiare piuttosto pittoresca: mangiamo fejioada (fagioli con le cotiche) e peixada (zuppa di pesce). Assistiamo poi al 31° festival internazionale del folclore delle Azzorre, con sfilata ed esibizione di gruppi da tutto il mondo, tra cui Argentina, Canada, Panama, Litunia, Hong Kong...

martedì 11 agosto, 6° giorno
Tempo inclemente, continua la pioggerellina fastidiosa di ieri. Andiamo al mercato coperto dove si vende pesce e frutta. Oziamo poi in camera fino a mezzodì, poi per dare un po' di verve alla giornata indossiamo le mute e, sempre sotto la pioggia, scendiamo alla spiaggetta sotto l'hotel per un bagno fugace ma emozionante. Per pranzo torniamo al mercato, al ristorante As nossas ilhas, dove proviamo una zuppa di verdure e garoupa alla griglia. Il cielo sta schiarendo, nel pomeriggio facciamo a piedi il giro del monte Brasil, di circa 3 ore: bellissimo percorso tra vegetazione lussureggiante e variegata: leccio, lentisco, verbena, gigli, erica e molte altre specie sconosciute. Si parte dalla vecchia fortezza spagnola di San Filippo e San Giovanni Battista, del XV sec., lungo un sentiero che regala belle vedute della città e del territorio circostante. Oltre la prima cresta ci appare, a sorpresa, un'antica caldera con magnifico panorama sull'oceano infinito. Una breve deviazione ci porta ai resti di una fortificazione a picco sul mare ed invasa dal finocchietto selvatico. Aggiriamo la caldera, guadagniamo un'altra altura per poi scendere, in mezzo ad un bosco dall'aspetto primordiale, al punto di partenza. La sera di nuovo a cena sopra la pescheria, stavolta con un boca negra alla griglia e per dessert budino di maracuja e creme-caramel. In centro continuano le manifestazioni legate alla festa di ieri.

mercoledì 12 agosto, 7° giorno
Giornata all'insegna dell'imprevisto: abbiamo perso due volte due volte gli autobus giusti, il che ci ha fatto cambiare totalmente i programmi immaginati. La mattina a Praia da Vitória, centro tranquillo con un'ampia spiaggia sabbiosa: pranziamo all'ombra dei platani mel piccolo giardino a fianco della chiesa principale del paese con pane, fichi, arance, banane e melone. Con un altro autobus in 15 minuti siamo a Porto Martim, minuscola località con belle piscine naturali dove si può far il bagno nonostante la violenza delle onde in mare aperto. Paesaggio con rocce nere lungo la costa, entroterra verdissimo con mucche al pascolo e campi di mais. Tornati verso sera ad Angra, relax e cena da O Chico, rinomato ristorante di pesce sempre affollatissimo (la prenotazione è d'obbligo); proviamo ottime seppie e un boca negra alla griglia e per dessert una magistrale mousse al cioccolato, il tutto innaffiato da vinho verde: la fama del locale si dimostra ben meritata.

giovedì 13 agosto, 8° giorno
La mattina vaghiamo per il centro: bellissimo il giardino botanico con alberi spettacolari da tutto il mondo, come la canfora dalla Cina, l'albero di fuoco dall'Australia o la dragoneira delle Azzorre. Pranzo al nostro fido ristorante al mercato, stavolta con un baccalà alla griglia delizioso. Prendiamo l'autobus delle 15 per Praia da Vitória, scendiamo alla fermata più vicina al porto, non proprio comoda perchè ci costringe a trascinarci il bagaglio per 15 minuti a piedi. In 4 ore di ferry siamo a Velas, nell'isola di São Jorge. Alloggiamo all'hotel São Jorge e ceniamo al ristorante Açor con un ottimo boca negra alla griglia.

venerdì 14 agosto, 9° giorno
Passiamo la mattina oziando nel gioardino con piscina dell'albergo, a strapiombo sul mare, da dove si gode una splendida vista del vulcano di Pico. Prendiamo per pranzo un po' di frutta e scendiamo alle magnifiche piscine naturali vicino all'albergo: aspre rocce di basalto nero, acque cristalline, molti pesci tra cui anche un balestra! Verso le 17 leviamo a malincuore le tende, passiamo un po' di tempo ai giardini pubblici, prendiamo i bagagli dall'hotel e per cena torniamo al locale di ieri sera: stavolta zuppa di pesce e gamberoni alla griglia, tutto squisito! Il nostro traghetto parte con un'ora di ritardo, arriviamo all'isola di Pico al porto di São Roque e da qui, in taxi, a Madalena dove alloggiamo all' hotel Caravelas, in comoda posizione davanti al terminal navale.

sabato 15 agosto, 10° giorno
Con un pizzico di fortuna riusciamo a noleggiare per oggi una piccola auto con la quale ci dirigiamo nell'interno fino al centro visite alle pendici del vulcano di Pico. Da qui seguiamo la prima parte del percorso che sale in vetta; l'itinerario completo prevede circa 7/8 ore tra andata e ritorno, noi però stiamo via solo un paio d'ore. Inoltrandoci ad est rinunciamo tuttavia alla visita ai vari laghetti interni un po' per la stanchezza, un po' perchè il sole si fa cocente; scendiamo quindi lungo la costa sud-est fino a Lajes dove ci fermiamo per pranzo all'ottimo Whale come ao Pico, simpatico ristorante annesso ad un albergo e ad un centro di osservazione cetacei situato sul piccolo lungomare: zuppa di pollo e maiale con composta di arance caramellate, patate ed inhame arrosto (queste ultime sono dei grossi tuberi simili alla manioca). Lungo la costa puntiamo ora ad ovest, passiamo per il mulino di Punta Rasa, sosta alla chiesetta di São João, bagno alla piscina di São Mateus, sosta al suggestivo Porto do Calhau. Torniamo a Madalena verso il tramonto e ceniamo al Petisca con sardine alla griglia ed insalata di polipo.

domenica 16 agosto, 11° giorno
Alle 11:30 prendiamo il ferry per l'isola di Faial che in 30 minuti ci porta ad Horta. Qui alloggiamo alla Pousada Forte da Horta, bellissimo albergo ricavato nell'antico forte di Santa Cruz, del 1567, che domina il porto; tutte le camere sono con vista sul sottostante giardino con piscina delimitato dalle antiche mura; oltre c'è la famosa marina di Horta dove attraccano i velieri che fanno la traversata oceanica; sullo sfondo l'isola di Pico con il profilo maestoso del vulcano, spesso ammantato di nubi che ne celano la cima. Pranziamo al Café Internacional, dallo strepitoso interno anni '20, con zuppa di verdure e caldeirada di pesce. Andiamo alla bellissima spiaggia di Pim, di sabbia dorata e dal basso fondale che rende l'ambiente quasi mediterraneo. Il fondale è ricchissimo di pesci, tra cui sogliole, una razza ed alcuni pesci balestra. Ceniamo alla Taberna de Pim, vicino alla spiaggia: tempi di attesa un po' lunghi dovuti alla ressa di turisti che affolla il locale, tuttavia la qualità del cibo è molto buona; proviamo carpaccio di tonno e tonno alla piastra, formaggio locale e per dessert una strepitosa mousse di cioccolato all'arancio. Passeggiata notturna fino al Forte di Pim.

lunedì 17 agosto, 12° giorno
Complice una giornata un po' nuvolosa ma senza pioggia, che ci evita il troppo calldo, la mattina facciamo un'escursione a piedi sul Monte Guia che ci regala da un lato una bella vista sulla baia di Porto Pim, dall'altro un ampissimo panorama sull'oceano con una veduta emozionante sulla Caldeira do Inferno. Al termine scendiamo in spiaggia per un bagno ristoratore, lo snorkeling è divertente per la presenza di parecchi pesci, tra cui una piccola cernia. Pranziamo sulla veranda della nostra stanza con pane, formaggio e frutta. Andiamo a zonzo per il centro del paese e per cena ci fermiamo al restaurante Capitólio dove gustiamo un buon pesce alla griglia ed un'originale insalata con petto di pollo alla griglia, verdura e frutta.

martedì 18 agosto, 13° giorno
Mattinata grigia, pioviggina; giro alla marina a vedere le barche e le centinaia di scritte/disegni dipinti sul cemento del molo lasciati dagli equipaggi che hanno fatto scalo qui. Acquistiamo qualche souvenir e al mercato prendiamo frutta e formaggio per il pranzo. Alle 11:45 prendiamo il bus che fa un giro circolare dell'isola in 2 ore: non c'è modo di fermarsi per foto e contemplazione dei paesaggi, ma almeno ci si fa un'idea del territorio. Tornati ad Horta pranziamo in camera ed andiamo alla spiaggia di Pim; il tempo s'è messo al bello e tra una nuotata e l'altra passiamo piacevolmente alcune ore; ancora una volta mi sorprendo per la presenza di molti pesci, tra cui un branco di sardine, uno di grossi cefali, castagnole, un pesce blu-elettrico, uno argenteo simile al barracuda, ecc. La sera cena da O Lima, trattoria tipica non invasa dai turisti, cosa purtroppo frequente in quest'isola: provato sardine alla griglia ed un bacalhau a braz, specie di frittata col baccalà, non proprio leggera. Passeggiata digestiva fino alla spiaggia che, scarsamente illuminata, ci ragala una stellata indimenticabile.

mercoledì 19 agosto, 14° giorno
La mattina passiamo un paio d'ore in spiaggia (vedo una grossa razza), poi pranziamo al Café Internacional con sardine alla griglia. Relax ai giardini fino alle 15:30, quindi in taxi all'aeroporto. Prendiamo un volo SATA fino a Lisbona, dove arriviamo verso le 20. Tempo di ritirare i bagagli e prendere un taxi, arriviamo in hotel verso le 22: siamo al Radisson Blu, non lontano dall'aeroporto. Si tratta di un classico albergo di tipo business, con tutti i confort ma in mezzo al nulla; il ristorante interno a quest'ora è chiuso così ripieghiamo su un hamburger preso su un furgone ambulante sotto la vicina tangenziale, che consumiamo nella nostra camera a 4 stelle.

giovedì 20 agosto, 15° giorno
Giornata faticosa dedicata al viaggio di ritorno: sveglia alle 6, colazione e via in aeroporto, stavolta usando la navetta dell'hotel. Prendiamo il volo TAP per Vienna, dove restiamo parcheggiati per ore; prendiamo il volo delle 15:30 che in un'ora ci porta a Venezia. Siamo a casa verso le 19:30.

Note

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