Giappone

Riepilogo:

Periodo: agosto 2007
Durata: 21 giorni
Mezzo: aereo, treno, autobus
Spesa tot: 3.000 Euro
Valuta: Yen (1 Euro = 160 Yen circa)

Premessa

Un viaggio sognato da anni, deciso in modo quasi accidentale, come alternativa ad un'altra meta considerata troppo costosa. Paradossale, visto che proprio il Giappone era sempre stato escluso dalle ipotesi di viaggio perchè troppo caro; idea che, approfondendo il tema, si è dimostrata vera solo in parte.
Dopo esserci documentati un po' abbiamo scelto quindi un itinerario quasi classico, che si concentra nella parte centro-meridionale dell'Honshu, l'isola principale del Giappone, e che si può suddividere in 4 momenti principali:
  1. Himeji, Hiroshima e la costa a sud-ovest (Tsuwano-Matsue-Tottori);
  2. Kyoto e Nara;
  3. Takayama e le Alpi Giapponesi;
  4. Tokyo e Nikko.

Oltre alla parte descrittiva del viaggio ci sarebbero molte cose da raccontare; alcuni aspetti particolari sono riportati nelle note, alla fine del diario di viaggio. Potete infine dare un'occhiata ad una selezione delle mie foto.

Diario di viaggio

lunedì 13 agosto, 1° giorno
Viaggiamo con Alitalia, linea Venezia - Milano Malpensa - Osaka. Il volo dura 11 ore, per una distanza di 9.650 Km. Si attraversano Russia, Mongolia, Cina, Corea.

martedì 14 agosto, 2° giorno
Arrivo all'aeroporto Kansai di Osaka, costruito su un'isola artificiale. Prendiamo il treno fino ad Himeji. In stazione primo pranzo giapponese, poi visita al castello, bianco ed imponente. Il caldo è bestiale, si suda copiosamente (e si continuerà a farlo per quasi tutto il viaggio!); per questo facciamo il tratto stazione-castello in taxi. La visita al castello non prende più di un paio d'ore; alle 16:30 prendiamo il treno per Hiroshima (1 ora di viaggio). Alloggiamo all'hotel Flex, molto bello e moderno, proprio in riva al fiume. Andiamo all'isola di Miyajima per vedere i tradizionali fuochi d'artificio, presenti un po' ovunque in Giappone all'inizio di Agosto. All'isola si arriva con mezz'ora di treno e 10 min. di traghetto. I fuochi sono molto belli, e durano, con diverse pause, dalle 19:30 alle 20:45. Sull'isola c'è moltissima gente, molte coppie di giovani sono vestiti con l'abito tradizionale estivo, lo yukata. Numerosi chioschi lungo la strada principale vendono dolci e una varietà di altri cibi: assaggiamo una specie di crepe col cavolo (onomiyaki?) e polpette di polpo. Finiti i fuochi, la calca è impressionante, rimaniamo per almeno un'ora assiepati in mezzo a migliaia di persone che cercano di arrivare al traghetto per tornare in terraferma. Tenendo conto del numero di persone tuttavia, il tutto si risolve senza incidenti e, verso mezzanotte, siamo a letto.

mercoledì 15 agosto, 3° giorno
Mattina ad Hiroshima. Vediamo il Dome, edificio-simbolo della terribile esplosione del 1945, l'area del Memoriale ed il museo della bomba, carico di immagini, oggetti e testimonianze terribili e commoventi. E' vero, Hiroshima è oggi una città moderna, ma una visita a questi luoghi non lascia indifferenti.
Giriamo un po' per la città, attraversiamo una lunga galleria di negozi e pranziamo ad Okonomi-mura, incredibile agglomerato su più piani dove sono condensati decine di chioschi che servono esclusivamente okonomiyaki, tradizionale piatto a base di cavolo, uovo ed ingredienti vari.
Nel tardo pomeriggio torniamo a vedere Miyajima, ma ormai il tempio è chiuso (sono le 18); gironzoliamo intorno al grande tori rosso, ora in secca per la bassa marea. Rimaniamo fino a che l'acqua non lo raggiunge: è ormai buio e, prima di prendere il traghetto per il ritorno, ceniamo con un'ottimo tempura (pesce e verdure fritte con una pastella) in un bel locale proprio di fronte all'imbarcadero.

giovedì 16 agosto, 4° giorno
Ci svegliamo di buon'ora per prendere il treno delle 07:33 che con un solo cambio ci dovrebbe portare a Tsuwano: peccato che nella fretta sbagliamo treno, arriviamo fino ad Hokada e da qui dobbiamo prendere svariati locali: Hokada-Shimonoseki-Shin Yamaguchi-Tsuwano. L'ultimo tratto è molto suggestivo, il treno corre tra colline, campi di riso e boschi. Arrivati a Tsuwano, il caldo è terribile. Prendiamo alloggio al Ryokan Mingetsu, locanda tradizionale. Pranziamo con un'ottimo udon. Visita al minuscolo museo dedicato ad Hokusai. Percorrendo una suggestiva scalinata all'ombra di centinaia di torii rossi raggiungiamo il santuario shintoista di Taikodani-Inari-Jinja . Tornati al ryokan ci cncediamo un bagno tradizionale, con la vasca comune in legno. Alle 18 in punto (le signore che ci ospitano sono intransigenti!) si cena, con gli innumerevoli piatti della tradizione: sashimi, zuppa di miso, pesce e verdure marinati, oshinko, ecc. e per finire sakè caldo. Dopo cena vaghiamo per le strade buie e deserte del paese; un negozio è stato trasformato in un teatro, nel quale danno una rappresentazione tradizionale dove un guerriero armato di spada combatte contro 4 draghi, il tutto accompagnato da flauto e percussioni. Fine serata con una birra in un minuscolo locale a due passi dal nostro ryokan.

venerdì 17 agosto, 5° giorno
La colazione tipica giapponese è.. particolare, nel senso che non è molto diversa dala cena. In treno da Tsuwano a Matsue (cira 2h45'). Lungo il viaggio s'intravedono tratti della costa di San'In, molto bella. A Matsue alloggiamo, su indicazione dell'ufficio turismo, al New Urban Hotel. Visita al castello, meno famoso di quello di Himeji ma forse più bello, immerso in un parco davvero magnifico, pieno di maestosi alberi di canfora e metasequoie. In autobus raggiungiamo una zona del lungomare da dove si assite al tramonto di fronte ad una minuscola isola; il posto è molto frequentato da persone che godono dello stesso spettacolo. Con qualche difficoltà troviamo da cenare in un posto dove fanno esclusivamente okonomiyaki.

sabato 18 agosto, 6° giorno
Colazione nell'ottimo panificio all'interno della stazione ferroviaria, dove si trova anche un gran numero di negozi di pasticceria, dalle magnifiche confezioni; peccato che il viaggio è appena iniziato e non possiamo caricarci di pacchi... In un'ora e mezza di treno raggiungiamo Tottori, dove alloggiamo all'Hotel National, non lontano dalla stazione: le camere sono nuove ed il rapporto qualità/prezzo è ottimo. Pranzo con sukiyaki da Daizen. Prendiamo un autobus che in 40' ci porta fino al mare, oltre le famose dune (che non vediamo!). Bagno ristoratore e sosta in spiaggia. Al ritorno ceniamo nei pressi dell'albergo in un locale che serve sottili fette di carne che vengono cucinate su di una piastra al centro del tavolo.

domenica 19 agosto, 7° giorno
Colazione da Mr.Donut (ebbene sì, almeno alla mattina vogliamo qualcosa di "normale"). In 3 ore di treno siamo a Kyoto. La stazione ferroviaria è imponente! Pranziamo all'ultimo piano dei grandi magazzini Isetan, all'interno della stazione stessa, con omelette, riso e carne. Alloggiamo all'Hotel Hearton, in posizione centrale e non lontano dal castello: piuttosto bello, soprattutto con camere spaziose. Visita al santuario di Yasaka e al quartiere di Gion, dalle vie lastricate e le case in stile tradizionale, e Ponto Cho, a ridosso del fiume e pieno di ristoranti raffinati. Cena in un locale che serve yakitori (spiedini di carne alla griglia), per finire ci beviamo uno shochu (distillato di cose varie, come le patate dolci, le foglie di Perilla, ecc.).

lunedì 20 agosto, 8° giorno
Dipo un'abbondante colazione in albergo, visita alla zona sud-est della città: il tempio Ginkakuji, con un bel giardino; la passeggiata del filosofo, splendido vialetto alberato costeggiato da un piccolo canale (in primavera dev'essere magnifico!); il complesso di Nanzen-ji, con magnifici giardini Zen; il tempio di Chion-in, enorme, nel quale un monaco Zen sta celebrando una funzione per una coppia di fedeli. Un salto all'Handicraft Center: niente di speciale, a parte le stampe. Per finire al Budo Center, ampio complesso dove si praticano diverse arti marziali: abbiamo la fortuna di assistere ad una allenamento di Kendo, al quale intervengono maestri di vario livello, tra qui un agile ottantaduenne, decano della scuola; in un altro padiglione si esercitano nel tiro con l'arco. Dopo qualche difficoltà troviamo di che cenare in un locale che fa pizze, peraltro molto buone!

martedì 21 agosto, 9° giorno
La mattina ci rechiamo al tempio di To-Ji, dall'alta pagoda, che tuttavia non visitiamo, poichè passiamo tutto il tempo a girare per il mercato di Kobo-San che si svolge ogni mese nell'area del tempio stesso. Alle 13:30 abbiamo appuntamento al Kyoto City International Foundation per partecipare ad una cerimonia del tè, tenuta da giovani studenti. Giro nell'enorme struttura della stazione ferroviaria; ai grandi magazzini Isetan, all'interno della stazione, c'è una mostra monografica su Doraemon! Dalla terrazza vedo un tramonto magnifico. Cena con ramen al decimo piano dei grandi magazzini.

mercoledì 22 agosto, 10° giorno
Mattina dedicata alla zona ovest della città: tempio di Ryoan-ji col celelbre giardino secco composto da 15 massi in un mare di sabbia; il Kinkaku-ji o tempio d'oro, veramente magnifico, col laghetto coperto di fiori di loto. Pranzo in un ristorante nei pressi del tempio Daitoku-ji, trovato a caso ma che si rivela ottimo: proviamo udon kitsune (con tofu fritto) e tempura, serviti con grande eleganza. Giro nel complesso del Daitoku-ji, ma il caldo è insopportabile: vediamo solo il tempio Daisen-in, che contiene un'altra serie di bei giardini di pietra. Il pomeriggio ognuno va a zonzo come più gli aggrada; ci si ritrova nel tardo pomeriggio per la cena: si va in un ristorante dove proviamo sushi, tempura e pesce alla griglia.

giovedì 23 agosto, 11° giorno
La mattina prendiamo il treno che in 40 min. ci porta a Nara. Qui visita al magnifico parco pieno di cervi incredibilmente socievoli (attenzione però nel dargli da mangiare - non ce li si toglie più di torno), alla zona del Nara-Koen e al tempio di Todai-ji, enorme costruzione in legno che custodisce al suo interno una gigantesca statua in bronzo del Buddha, alta 16 metri. Ritornati a Kyoto tentiamo senza successo vari ristoranti ma, non trovando soluzioni soddisfacenti, ripieghiamo sullo stesso di ieri sera: stavolta proviamo lo shabu-shabu, sottili fette di carne e verdure da cuocere al momento intingendole in una pentola di acqua bollente.

venerdì 24 agosto, 12° giorno
Visita all'International Manga Museum: fantastico, non fosse per il fatto che tutti i testi sono incomprensibili... comunque è un posto magnifico, dove vi sono miriadi di collezioni di fumetti, mostre monografiche su autori e temi (es. i primi fumetti giapponesi, dall'800 agli anni'40, il fumetto coreano, ecc.), spazi ludici per bambini e postazioni interattive: avercene in Italia! (sigh). Pranziamo al Katsukura, un locale molto elegante che serve tonkatsu, una specie di cotoletta impanata. Nel tardo pomeriggio si va ad Arashyiama, splendido quartiere periferico caratterizzato da eleganti residenze private e templi immersi in boschetti di bambù. Ceniamo in una steak-house, quindi al tempio di Nembutso-ji per assistere alla suggestiva cerimonia delle candele: al calar della sera, lungo le strade vengono poste lanterne di carta illuminate, dalle forme e colori più disparati; ad un certo punto si sale al tempio (ma l'ingresso a pagamento!), ad ogni ospite viene data una candela che si accende e si pone vicino ad una delle innumerevoli steli poste intorno al tempio stesso: le molte fiammelle, le persone che si muovono piano nella semioscurità, il canto monotono di un monaco, la luna piena e la sagoma scura di una pagoda e delle colline che circondano la zona fanno di questo posto una delle esperienze più belle di questo viaggio.

sabato 25 agosto, 13° giorno
In treno passiamo per Nagoya; dopo Shirakawa-gughi il paesaggio si fa montano, si costeggia un torrente che regala begli scorci; arriviamo a Takayama. Pranzo con udon con fette di carne di maiale. Alloggiamo all'Hotel Hana, confinante con la pagoda, nel cui cortile torreggia un enorme albero di ginko che si dice abbia 1.200 anni. Dopo un riposino pomeridiano (il gran caldo continua ad opprimerci), ci facciamo un giro con le bici messe a disposizione gratuitamente dall'hotel. Percorriamo le belle vie storiche, contornate da magnifiche case tradizionali, poi saliamo alla zona dei templi. Ceniamo al ristorante Suzuya, un bel locale tradizionale che serve hoba-miso, piatto tipico a base di carne, pasta di miso e verdure, il tutto messo a cuocere su una grande foglia di magnolia (hoba). Chiudiamo la serata sorseggiando sakè caldo in un bistrot francese (!).

domenica 26 agosto, 14° giorno
La mattina vediamo il mercatino tradizionale che si svolge ogni giorno lungo il fiume, quindi visita ad una delle residenze storiche della città ed al museo dei carri, grandi strutture in legno decorate maestosamente, usate nelle feste che si celebrano qui ad aprile e settembre. In una sala sono riprodotti in scala i templi di Nikko, che ci fanno cambiare idea sul fatto di saltare la visita a questo posto... Pranzo con spaghetti al pomodoro (buoni!). Prendiamo un autobus verso le montagne, nel cuore delle Alpi Giapponesi: in un'ora e mezza ci porta fino ad uno dei numerosi onsen (bagni termali) della zona. Quello che porviamo non è proprio un centro termale: lungo un torrente di montagna una sorgente di acqua termale è stata imbriagliata ad arte in modo da formare una piscina naturale, nella quale ci si immerge contemplando il bel paesaggio circostante. Cena con varie specialità, assaggiamo dolci dal gusto... bizzarro, per finire con un ottimo sakè.

lunedì 27 agosto, 15° giorno
La mattina ci alziamo di buon'ora per fare un salto all'altro mercato tradizionale, che tuttavia non è particolarmente interessante. In treno per Nagoya e da qui a Tokyo. Pranzo sotto la stazione. Alloggiamo al Sutton Hotel, a due passi dalla stazione del metro di Ueno: bello, anche se le doppie sono in po' piccole. Giro nel quartiere di Shinjuku: la zona ovest dagli enormi grattacieli, compreso l'imponente palazzo governativo progettato da Kenzo Tange, e la zona est by night, piena di locali a luci rosse, sale da gioco, discoteche. Cena in un Kentucky Fried Chicken (sic).

martedì 28 agosto, 16° giorno
La mattina all'enorme mercato del pesce ed al vicino mercato di generi alimentari, poi all'elegante quartiere di Ginza, dai molti negozi prestigiosi; visita al Sony building. Al Centro Congressi, fantastica struttura in cemento, vetro ed acciaio, c'è una specie di fiera dell'alimentazione, frequentata da molti bambini; troviamo persino stand dello Slow Food, della Barilla e della Coop. Nel quartiere di Omotesando giriamo per i negozi delle firme più prestigiose; spicca la bellissima sede di Prada, disegnata dai famosi architetti olandesi Herzog & de Meuron. Fine serata a Shibuya, quartiere rutilante di luci: peccato che piova, quindi ceniamo in un grande magazzino presso la stazione del metro. Pur restando nell'atrio della stazione, la folla stravagante che ci circonda è motivo di spasso.

mercoledì 29 agosto, 17° giorno
Spendiamo la mattinata a Ueno: visita al Museo Nazionale e pranzo in un ristorante all'interno dell'area; giro nei pressi della vicina pagoda, del tempio e del grande lago pieno di fiori di loto. Dopo un riposino pomeridiano si va al quartiere di Asakusa, dove c'è un altro bel tempio con una grande pagoda, che tuttavia vediamo solo da fuori visto che ormai sono chiuse. Il quartiere è molto diverso dalle moderne zone già viste, ha un carattere più tranquillo e popolare, anche le persone vestono in maniera più sobria, e troviamo un deliziosa trattoria a conduzione familiare frequentata solo dagli abitanti della zona. Fine serata a Shibuya, gremita di giovani dai look più disparati; si va un giretto all'enorme sede della Tower Records (7 piani), uno dei pochi negozi aperti fino a tardi.

giovedì 30 agosto, 18° giorno
La mattina facciamo un altro giro al parco Ueno, attorno al laghetto, quindi giro per il mercato di Ameya-yokocho. Nel pomeriggio si va al quartiere di Ikebukuro: un salto al Tokyo Metropolitan Art Space, edificio che secondo la Lonely ha "la scala mobile più lunga al mondo" ma che in realtà non ha niente di speciale, a parte forse un po' d'interesse archittetonico. Andiamo a vedere per curiosità anche i grandi magazzini Seibu, e qui "grande magazzino" è un eufemismo, dato che questi, assieme ai vicini Tobu, tra i più vasti al mondo: un giorno basterebbe solo a percorrerli fisicamente. Pranziamo all'ultimo piano di Seibu che, come la maggior parte dei grandi magazzini giapponesi, ospita decine di ristoranti: ci facciamo una pizza al RistoPizza della Buitoni (!).
Io dedico il pomeriggio al mondo dei fumetti, visitando i grandi negozi specializzati: Animate e Mandrake ad Ikebukuro e Comic Tora No Ana nel quartiere Akihabara.

venerdì 31 agosto, 19° giorno
Giornata dedicata a Nikko: prendiamo lo shinkansen fino ad Utsonomiya e da qui un locale fino a Nikko - in tutto un'ora e mezza di viaggio. Visita al Sambutsudo, al santuario di Toshogu ed al mausoleo di Taiyuin, in un crescendo di meraviglie: se il primo è affascinante, il secondo è maestoso ed il terzo è quasi mistico!
Nonostante abbiamo sentito molti pareri, sia da documentazione di viaggio che da altri viaggiatori, secondo i quali una volta visti i templi di Kyoto quelli di Nikko passino in secondo piano tanto da rendere "sacrificabile" qesta meta, personalmente riteniamo (io ed i miei compagni di viaggio) che tutto il complesso dei templi di Nikko sia assolutamente imperdibile, sia per la magnificenza delle costruzioni, sia per l'icantevole cornice naturale che lo circonda (l'imponenza dei cedri secolari lascia senza parole).
La sera cena al ristorante coreano Norubune, a Ueno.

sabato 1° settembre, 20° giorno
Mattina al quartiere di Harajuku: museo OTA delle stampa Ukiyoe, che espone a rotazione solo alcune delle migliaia di opere che custodisce; siamo fortunati nel trovare una personale di Hokusai, iniziata proprio oggi. Pranziamo in un locale molto trendy, frequentato da giovani dal look ricercato, che propone piatti ottimi a prezzi bassi (si mangia con 1.000 Yen). In zona ci sono un po' di tipi stravaganti per strada, ma oggi non è domenica e putroppo non vediamo il famoso ritrovo dei giovani che qui si danno appuntamento per sfoggiare le mise più assurde. Visita al Tokyo Anime Center ad Akihabara. Cena a Shibuya, in un ristorante all'interno di un grande magazzino. Oggi è sabato, e la ressa per le strade è incredibile!

domenica 2 settembre, 21° giorno
Si ritorna a casa. Partiamo dall'aeroporto Narita di Tokyo, che si raggiunge in un'ora di treno dalla stazione JR di Tokyo:  il volo segue una rotta più a nord rispetto all'andata, per Khavarosk, l'altopiano di Paton (Siberia), gli Urali, il Mar Bianco, Helsinki, Praga. In tutto 12,5 ore di volo (lunghe!), arrivo a Milano Malpensa alle 18:15 (ora locale).

Note

Trasporti
Come mezzo di trasporto abbiamo usato quasi sempre i mezzi pubblici: treno per le distanze medio-grandi, autobus e metro in città.
E' stato molto utile acquistare in Italia il Japan Rail Pass, che permette di viaggiare comodamente e senza dover fare ulteriori biglietti sulla maggior parte dei treni, su alcune linee di autobus, sulla principale linea del metro di Tokyo e persino su alcuni traghetti.
C'è un'ampia varietà di treni, dai modernissimi e velocissimi shinkansen a trenini locali ad una o due carrozze, ma bisogna dire che tutti sono comodissimi: temevamo che, data la statura dei nativi, anche le misure dei sedili fosse proporzionata, ma in realtà i posti sono molto più larghi di quelli che si trovano sui treni in Italia (dove i treni per i pendolari sembrano studiati per i puffi). Inutile dire poi che la precisione degli orari è impressionante.

Cibo
Mangiare non è certo un problema in Giappone, vi sono moltissimi locali, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Tuttavia vi sono duo o tre elementi che possono complicare la vita agli affamati.
Il primo è legato all'orario: quando la sera dovete andare a cena, non andateci troppo tardi: rischiate di rimanere a bocca asciutta! A parte qulche eccezione, anche nelle grandi città conviene cenare verso le 19:30 - 20.
Un'altra cosa della quale tener conto è la lingua: se non conoscete il giapponese, potete scordarvi alcuni locali nei quali non si riesce nemmeno a capire se ci sia posto, che cosa servono, ecc.; inoltre, anche se c'è il menu in inglese, putroppo si tratta di solito di una versione ridotta del menu completo.
Infine si tenga conto che nelle zone poco turistiche di solito è difficile persino identificare il locale in sè: a volte non vi è insegna alcuna, al massimo si tratta di una tenda con alcuni caratteri che nasconde l'ingresso.
In ogni caso, come detto prima, i locali sono così tanti e tanto variegati che normalmente non s'incontrano problemi.
Da un punto di vista economico, il vitto è stata una sorpresa: se ci si accontenta di pranzare con un piatto di udon e non si beve birra o vino, si mangia con 4/5 Euro; in ogni caso per un pasto completo abbiamo speso in media 10 Euro, mai più di 15/20.
Una curiosità: abbiamo notato che le persone che mangiano sole di solito si siedono dando le spalle agli altri: mangiare è un atto privato!

Clima
Avevamo letto che agosto non è il periodo migliore per via del caldo torrido: in effetti la temperatura è stata un elemento... stancante in questo viaggio, molte volte abbiamo dovuto limitare le nostre attività programmate perchè il fisico non reggeva.
Si tenga poi conto che l'impatto che si ha entrando sudati fradici in un locale con l'aria condizionata al massimo (cioè quasi ovunque) può essere fatale! Quindi, anche nelle giornate più calde (anzi soprattutto in quelle) conviene tenere a portata di mano un felpa.

Dormire
Lo standard qualitativo negli alberghi è piuttosto elevato; a parte le dimensioni delle camere, a volte un po' clustrofobiche (ma non sempre), abbiamo in media dormito in hotel equivalenti ad un buon 3 stelle italiano, ma spendendo circa 60/80 Euro per una camera doppia. Una sola volta abbiamo provato un Ryokan, le tradizionali locande giapponesi che normalmente fanno anche mezza pensione: un'esperienza sicuramente da provare.

Orari
Nel pianificare le vostre giornate tenete conto che quasi tutti i luoghi turistici chiudono molto presto, in media alle 17.

Civiltà

Il rispetto per la cosa pubblica è incredibile: le stazioni dei treni e della metro sono pulitissime, come pure i mezzi stessi; in ogni ambiente pubblico (es. musei, giardini, templi, ecc.) ci sono bagni immacolati. Una conseguenza estrema è la quasi totale mancanza di cestini per le strade: a volte ho dovuto aspettare sera e rientrare in albergo per poter gettare qualcosa nella spazzatura!

Anime e manga
Per gli appassionati di fumetti ed animazione qui si rischia l'overdose: le librerie hanno spazi enormi dedicati ai manga, ed i negozi specializzati sono palazzi di più piani; ad esempio Animate nel quatiere Ikebukuro di Tokyo ha sette piani: uno dedicato alle novità, uno ai manga, uno agli anime, uno ai CD con le colonne sonore delle serie animate, uno ai gadget, e così via: da perderci la testa! L'unica cosa frustrante è che se non conosci la lingua ti limiti solo a guardare le figure...
Un fenomeno particolare è poi rappresentato dai Doujinshi, vale a dire manga pubblicati a proprie spese dagli stessi autori: si va da piccoli opuscoli amatoriali a riviste o albetti semiprofessionali, ed alcune librerie hanno intere sezioni a loro dedicati.
Per quanto riguarda le mostre, da non perdere l'International Manga Museum a Kyoto (vedi il 12° giorno). Mi sarebbe piaciuto vedere anche il Museo Ghibli a Mitaka (un po' fuori Tokyo) ma la prenotazione è una faccenda un po' complicata che va pianificata per tempo: non si possono acquistare i biglietti lì, ma vanno richiesti, nel caso dell'Italia, esclusivamente ad un'agenzia viaggi di Roma.
Per farsi un'idea potete dare uno sguardo ad una selezione di mie foto dedicate all'argomento.