Sicilia occidentale

Riepilogo:

Periodo: giugno 2013
Durata: 10 giorni
Mezzo: aereo, auto
Spesa tot: 1.100 Euro

Galleria fotografica: vedi una selezione su Picasa.

Diario di viaggio

venerdì 7 giugno, 1° giorno
Prendiamo l’aereo da Bologna alle 10; in poco più di un’ora siamo a Palermo. Noleggiamo un’auto (una Panda praticamente nuova) e partiamo per la città. Dopo qualche difficoltà (il traffico è intenso e... caotico) troviamo un parcheggio vicino al bed & breakfast “L’Olivella”, carino ed ubicato in zona centrale. Pranzo veloce alla Focacceria Basile: arancine, cazzilli (crocchette di patate) e panelle. Visita al palazzo dei Normanni ed alla Cappella Palatina, meravigliosa per i mosaici bizantini ed il soffitto in stile arabo. Visita alla vicina chiesa di San Giovanni degli Eremiti, spoglia ma suggestiva col suo giardino lussureggiante, il piccolo chiostro e le cupole rosse. Ci inoltriamo poi, attraverso stradine tortuose, nel mercato di Ballarò, forse il più caratteristico di Palermo. La sera ceniamo alla trattoria “Ferro di Cavallo”, piena di turisti ma frequentata anche dai locali (ci è stata consigliata dalla signora che ci ospita): bella atmosfera e pietanze della tradizione strepitose: polpette di sarde, pasta con sarde e finocchietto, pasta con anciova (acciughe e pomodori), involtini di spada e melanzane. Giro per digerire per Piazza Pretoria e Piazza Bellini, dove ci colpisce il profilo arabo della chiesa di San Cataldo con le sue cupole rosse.

sabato 8 giugno, 2° giorno
Dopo una colazione a base di torte fatte in casa andiamo prima alla Martorana, che conserva transetto ed abside con splendidi mosaici bizantini; ci aggreghiamo ad un bravissimo professore universitario che accompagna un piccolo gruppo di studenti di belle arti e che ci fa apprezzare al meglio ciò che vediamo. Verso mezzogiorno nella chiesa stessa si celebra un matrimonio e ci attardiamo così a vedere l’arrivo della sposa. Visitiamo la cattedrale il cui interesse maggiore è rappresentato dalle tombe dei re normanni e dall’architettura esterna che mostra tutte le contaminazioni subite nei secoli. Per una serie di vicoli del vecchio quartiere del Capo arriviamo al “Ristorantino da Spanò”, anche questo consigliatoci da chi ci ospita, dove gustiamo piatti squisiti: linguine con scampi, gamberetti e pistacchi di una freschezza rara, pasta con spada e menta, cassatelle deliziose (sono una specie di gnocco fritto ripieno di ricotta). Altri vicoli, un incontro con un barbiere pittoresco, poi attraversiamo il mercato del Capo e quindi scarpiniamo fino al Castello della Zisa, piuttosto imponente; breve relax sotto un carrubo negli ampi giardini antistanti, dove c’è anche una lunga vasca/fontana progettata da Carlo Scarpa. Dopo un riposino capitiamo al chiostro di San Domenico dove si svolge in questi giorni la manifestazione “Una marina di libri” con numerosi stand di editori locali e non ed vari eventi; noi assistiamo alla recita di un brano dell’Iliade da parte di Vincenzo Pirrotta, proposta dall’editore Mesogea in una nuova traduzione. Per cena non troviamo nulla che ci ispiri così andiamo sul sicuro tornando nel posto di ieri, che non ci delude.

domenica 9 giugno, 3° giorno
Dopo una colazione ancor più ricca di quella di ieri, scendiamo al porto (La Cala): chiesa di Santa Maria della Catena, giardini di Villa Giulia con ficus di dimensioni mai viste, mercatino dell’usato. Andiamo poi a Cefalù: il centro storico, almeno nella via principale, è un po’ troppo turistico per i nostri gusti, ma la cattedrale è bellissima, simile ad una fortezza, e la vista del Cristo Pantocratore all’interno è molto suggestiva. Pranziamo in un piccolo locale un po’ defilato, “Le Chat Noir” che offre squisiti piatti della tradizione: pasta con le sarde, caponata, una sorprendente insalata di arance e cassata. Ritornando verso Palermo facciamo una deviazione verso l’interno per una visita al Castello di Caccamo, dal quale si gode una bella vista sul territorio circostante. Seguiamo la costa dalle parti di Punta Garofano per trovare un posto dove fare il bagno ma non troviamo nessun accesso al mare, solo caos e code fino a Palermo, dove arriviamo dopo un’ora e mezza di traffico. Dopo una doverosa siesta usciamo a cena al “Maestro del Brodo”: doveroso assaggiare il brodo (ottimo), poi macco di fave (una zuppa molto densa), involtini di carne ed una torta al cioccolato (sette veli) da urlo. Dopocena una capatina alla mostra del libro dove non posso a meno di fare qualche acquisto.

lunedì 10 giugno, 4° giorno
Affrontando un traffico a dir poco caotico usciamo da Palermo in direzione Monreale. Prima di lasciare la città facciamo una breve sosta per vedere La Cuba, vecchia residenza arabo-normanna. Arrivati a Monreale entriamo subito al duomo che ci lascia senza fiato: mai visto un ciclo musivo di tale qualità e così esteso. Molto suggestivo anche il chiostro con capitelli istoriati e colonnine lavorate magistralmente. Pranziamo con pane cunzato, una specie di calzone con alici e pomodorini, ed un ottimo cannolo. Breve sosta ad Alcamo, paese arroccato su un promontorio e dal centro storico ben tenuto. La strada che percorriamo è molto bella, serpeggia tra colline fiorite di ginestra. Verso le 17 arriviamo al B&B “Baglio Buccellato” a Scopello. Ceniamo al ristorante “Il Baglio” nella piazza del minuscolo centro di Scopello: pasta con pistacchi, pasta con ricotta e salsiccia.

martedì 11 giugno, 5 ° giorno
Dopo colazione percorriamo la costa in direzione nord; ci fermiamo a contemplare dall’alto la suggestiva tonnara di Scopello, complesso sitiuato in una caletta incantevole, dall’acqua turchese ed alcuni faraglioni. A piedi facciamo il bel percorso che si snoda lungo la Riserva naturale dello Zingaro: un sentiero a picco su un mare blu cobalto si snoda attraverso una vegetazione ricchissima (palme nane, olivi, mandorli, lentisco, ornielli, rosmarino, biancospini, carrubi...); ogni tanto appare una caletta sassosa con l’acqua che varia dal turchese allo smeraldo; ci fermiamo in due spiaggie diverse, ma il bagno non è agevole per la bassa temperatura dell’acqua. Dopo un po’ di siesta pomeridiana facciamo un giro a Castellamare del Golfo e poi per cena andiamo in un posto consigliatoci dalla signora che ci ospita, il “Baglio Strafalcello”, una vecchia cascina arroccata su una collinetta e contornata da campi d’orzo e vigneti; la luce dorata del tramonto dona al posto un’atmosfera magica. Ci limitiamo agli antipasti, costituiti da 12 portate ben rappresentative della cucina locale; tra le cose più esotiche: giri una verdura spontanea tipo spinaci, pecora bollita e lumache al sugo di pomodoro.

mercoledì 12 giugno, 6 ° giorno
La mattina visitiamo il sito greco di Segesta, con il bellissimo tempio incredibilmente integro, solitario in una piccola valle, ed il teatro sopra una collina al quale preferiamo arrivare con l’autobus anzichè a piedi, visto il sole che s’è fatto cocente. Proseguiamo poi per Trapani, dove prendiamo la funicolare e saliamo ad Erice: il borgo medievale ed arroccato a 750 metri di quota è molto bello, nuvole velocissime passano sulle nostre teste, talvolta qualcuna s’impiglia in cima ai tetti e la nebbia avvolge tutto; a tratti le nuvole rivelano un paesaggio vastissimo sulla pianura circostante; il vento e l’aria fredda di montagna fanno un bel contrasto col calore della costa. Facciamo tappa obbligata alla pasticceria di Maria Grammatico, definita da alcuni la migliore della Sicilia; difficile giudicare, vista la bontà della pasticceria che abbiamo trovato in giro, ma di sicuro la visita non delude. Dopo una sosta al nostro B&B, andiamo a Castellamare per cena, al "Ristorante del Golfo" dove l’accoglienza è premurosa e le pietanze raffinate e squisite.

giovedì 13 giugno, 7 ° giorno
Sveglia di buon’ora, i gentilissimi signori Buccellato si alzano prima anche loro per farci trovare comunque la colazione, li lasciamo un po’ a malincuore ed andiamo a Trapani; qui lasciamo l’auto in un garage custodito e c’imbarchiamo per Marettimo, dove arriviamo in un’ora ed un quarto di aliscafo, dopo aver fatto scalo a Favignana e Levanzo. Alloggiamo al B&B La Pergola, vicino alle scuole del paese. Dato che l’acqua è gelida e poche barche escono oggi visto che il mare non è molto calmo, optiamo per un’escursione a piedi: seguendo un sentiero bellissimo ma un po’ impegnativo, arriviamo fino a Punta Troia, un piccolo promontorio dominato da una rocca e collegato ad un istmo all’isola. Anche qui la vegetazione è lussureggiante, il mare sotto di noi, irraggiungibile, assume colori da favola. Il sole è piuttosto forte ma il caldo è mitigato da una brezza rinfrescante. Dopo più di 3 ore tra andata e ritorno ci riposiamo in camera, poi scendiamo in paese e assistiamo a due eventi inaspettati: un’accorato discorso alla popolazione del sindaco delle Egadi appena eletto e la processione di Sant’Antonio, portato i corteo per le viuzze con tanto di banda musicale. La sera ceniamo giù al porto, al fantastico ristorante “Il Veliero”: atmosfera familiare, accoglienza calorosa, piatti generosi e squisiti (pasta col tonno, pasta con spada, pomodori ed agrumi, gamberi al limone, tonno alla griglia, torta di ricotta e cannella).

venerdì 14 giugno, 8 ° giorno
Lasciamo Marettimo con l’aliscafo delle 09:30. Da Trapani ci dirigiamo verso sud seguendo la costa e passando per le saline: particolarmente bella la riserva naturale dello Stagnone, di fronte all’isola di Mozia; le vasche di decantazione, con livelli d’acqua e salinità diverse, creano una tavolozza di colori molto bella, in contrasto con il blu costante del mare sullo sfondo. Sosta a pranzo a Marsala, alla pasticceria E. & N., con arancine ed insalata di polpo, poi breve visita al centro storico; non restiamo molto perchè il caldo inizia ad essere fastidioso e siamo un po’ stanchi, ma la città meriterebbe un soggiorno più lungo. A metà pomeriggio arriviamo a Mazara del Vallo dove alloggiamo al B&B Zaccaria, gestito dai simpatici Angelo e Luciana. Dopo un primo giro esplorativo per il bel centro storico, caratterizzato da un impianto medievale con un dedalo di vicoli e cortili, visitiamo il museo del "Satiro danzante", spazio espositivo dedicato ad una serie di reperti ritrovati nelle acque del canale di Sicilia, tra i quali spicca una statua greca in bronzo del IV sec. a.C., ritraente appunto un satiro colto nell'estasi della danza: un pezzo eccezionale e molto suggestivo. Ceniamo al ristorante “Alla Kasbah”, consigliatoci da Angelo: il proprietario, originario di Pantelleria, è molto ospitale e ci delizia con una serie di prelibatezze: cous cous di pesce, pasta con le sarde ed un parfait di mandorle di una bontà indescrivibile. Segue altro giro per il centro per smaltire il lauto pasto.

sabato 15 giugno, 9° giorno
A metà mattina seguiamo la costa in direzione est. Facciamo una breve tappa a Torretta Granitola, minuscola località di mare dall’aspetto un po’ surreale in prossimità di un grande faro. Segue la visita al vasto sito greco di Selinunte: imponenti i resti dei templi, la locazione è splendida, tra le colline ed il mare turchese. Ci spingiamo fino all’inizio della riserva naturale del fiume Belice dove iniziano belle spiagge con acque trasparenti ma anche qui freddissime. Un po’ provati dal sole cocente rientriamo a Mazara per una siesta. Prima di cena faccio un giro per la città e, nell’ambito della manifestazione “La Padellata”, in una piazza si prepara una gigantesca frittura di pesce che verrà poi distribuita a tutti, in un’altra i bambini di asilo ed elementari si cimentano in danze folcloristiche. Per cena ritorniamo al ristorante di ieri: stavolta assaggiamo una frittura di gamberi freschissimi, salpe alla griglia appena pescate, dolci sublimi ed un moscato passito di Pantelleria tra i più buoni che abbia mai provato.

domenica 16 giugno, 10° giorno
Dopo colazione lasciamo Mazara e ci dirigiamo a nord con l’intenzione di arrivare a Palermo per strade secondarie, passando per Salemi. In realtà sbaglio strada e da Castelvetrano passiamo per Partanna e Santa Ninfa; una deviazione causa frana ci manda prima per Gibellina Vecchia, poi a Poggioreale, due paesi fantasma rimasti disabitati dopo il sisma del ‘68. Il paesaggio è quasi metafisico, senza anima viva ed inondato da una luce abbagliante, tutto coltivato ad ulivi e vigneti, a tratti disseminato di pale eoliche. Dopo varie circonvoluzioni arriviamo ad Alcamo dove facciamo una breve pausa per proseguire poi lungo la costa fino all’aeroporto. Il nostro aereo parte alle 16:30, in poco più di un’ora siamo a Bologna.

Note

Cibo
Quest'anno la componente gastronomica è stata particolarmente... significativa: non c'è stato un giorno nel quale non abbiamo assaggiato qualcosa di nuovo e davvero buono; la parte da leone l'ha fatta il pesce, quasi sempre freschissimo e di ottima qualità, ma non sono state da meno i primi ed i dolci, per i quali mi sento di mettere la pasticceria siciliana tra le prime al mondo.

Clima
Se al nord abbiamo avuto una primavera fredda e molto piovosa, anche da queste parti il clima è stato meno buono del solito, e la nostra settimana è stata una delle prime davvero calde. Per questo motivo l'acqua del mare era così fredda da rendere i bagni poco piacevoli, in compenso per andare in giro il clima era piacevolissimo, con un caldo secco dal quale si scampava non appena ci si metteva all'ombra.